gemma canto n.89 nono coro: la pienezza -video
sente il bimbo muoversi in grembo
video
francesca gatto interprete https://youtu.be/g045rbvwqlc maratona al teatro de`servi roma 21 dicembre 2003 regia idalberto fei
francesca gatto interprete tempio di dioniso roma 22 novembre 2002 regia idalberto fei
vetrata traspare un giardino
la luce di taglio che scalda
la panca dove io son seduta
la lunga camicia ricade
carezza sul ventre accennato
compiuto è già il quarto mese
attendo la visita è un’ora
c’è il primo impaziente ha tre anni
che corre di intorno alla sala
mi guardo: sussulta la pancia
sto ferma e mi muovo all’interno
qualcosa che parte da me
trattengo ma più non controllo
c’è un’altra signora che esclama
“l’ho visto: si è mosso il bambino !”
rivelo la gemma che è in me
non è più un segreto in profondo
si muove e già bussa alla luce
subentra stupore a pensare
un altro e diverso dal primo
lo penso già uscire e occupare
un piccolo spicchio di mondo
un volto una voce un pensiero
si afferma e io l’ho generato
mi chiama il dottore ed è cielo
la nuvola offre a sdraiarmi
in soffio mi sposto leggera
eppure son dentro nel corpo
son turgidi tutti i miei pori
il sangue si affolla vibrante
dell’essere donna intuisco
motivo di tutti i disagi
subire da preda gli attacchi
sperare un piacere accennato
qualcosa di ignota esperienza
membrane mie appena turbate
il primo mio uomo è il marito
imposto eppure l‘ ho amato
a diciassette anni ero sposa
provavo qualcosa in godere
leggero finito in confine
ebbrezza maggiore ignoravo
da bimba a esser madre passata
acerba ero ancora nel tronco
mi fecero dare il mio frutto
primipara in parto indolore
ignara di strappo carnale
di uscita di stacco da me
un dono era il primo mio figlio
compagno nel crescere insieme
adulta non ero nei sensi
mi muovo alla strana poltrona
ostetrico ed ostico esame
temuto evitato subito
ma ora c’è un caldo nel petto
che rende ogni cosa lontana
si espande per tutta me stessa
è la sensazione di amare
è nuova eppure ho già amato
trasporta il mio essere in alto
il ventre diventa orizzonte
dilata in laguna sicura
ambiente di gioia e conforto
il figlio che nuota mi avvince
carezza sua interna rivela
richiamo a venire toccata
insieme trovarsi in amore
non uso dell’altro ma unione
un intimo intreccio di membra
mistero dell’essere umano
appare ma è luce ed è chiaro
non suona né angoscia né noia
mi manca il tuo volto ma è vero
la voce è quel canto che avevo
da sempre nel buio da sola
per vincer paure e distacchi
cercavo rifugi sicuri
la nenia tesseva un riparo
non più temo ma offro dimora
estesa nel tronco son pianta
coi rami difendo il mio interno
tu suoni e ti ascolto vibrare
siam due in un’altra me stessa
potrai tu staccarti da me?
col primo dormivo stordita
non so come si separò
e qui c’è un’altra promessa
adulta son madre cosciente
lo sento è diversa ed uguale
è donna ed è copia di me.