carlo fuscagni
e’ l’unico professionista che ha diretto le due maggiori reti televisive italiane, raiuno e canale5: carlo fuscagni è un autore televisivo ma soprattutto è un dirigente che ha saputo orientare la produzione e la programmazione.
come autore possiamo ricordare trent’anni della nostra storia, condotta da paolo frajese in prima serata su raiuno, che in più cicli, tra gli ‘80 e i ‘90, ha ripercorso oltre mezzo secolo di vita nazionale con fatti e personaggi oscillanti tra cronaca, politica spettacolo, cultura, sport e vita di tutti i giorni. trent’anni creò un contatto profondo tra gli italiani e la loro immagine collettiva. e’ stata una trasmissione caposcuola che ha inventato un genere, il revival spettacolo, che ha tuttora successo in prima serata. ricordo altri due titoli tra i tanti: tivusette che riprese l’antica testata del tg1 ideata da brando giordani, e realizzò molti pezzi di punta in un periodo storico, gli anni settanta, pieno di ombre. agli inizi dei 60’ diario del concilio, insieme a luca di schiena, riuscì a introdurre il pubblico pomeridiano nei cambiamenti del vaticano ii.
come dirigente, fuscagni è stato il padre televisivo di decine di artisti, giornalisti, registi, produttori, funzionari. e’ riuscito ad assommare competenze distinte: informazione ( capo redattore del tg) rubriche, inchieste e documentari (i culturali) il varietà, la produzione cinematografica e poi di fiction, la musica dalla leggera alla diskomusic alla lirica. introdusse in raiuno le grandi dirette: i tre tenori a caracalla, la moda con donna sotto le stelle a piazza di spagna, telethon, la partita del cuore, il primo maggio, miss italia in diretta e il più grande sceneggiato interamente prodotto con mezzi interni, i promessi sposi di salvatore nocita. conoscendo generi diversi e avendo fiuto per gli umori popolari, riuscì a dare alla rete la spinta necessaria per vincere il duello degli ascolti con mediaset tra l’89 e il 94, un periodo di passaggio difficile per la rai. un colpo da maestro lo aveva già fatto nel 75, capostruttura di raiuno; fuscagni rivoluzionò le tradizioni dei palinsesti, inventando una fascia di intrattenimento come traino del telegiornale delle 20, proponendo, invece di varie rubriche, la striscia quotidiana (allora un azzardo perché tutti gli appuntamenti erano settimanali) di serie di telefilm che spopolarono tra cui furia cavallo del west e happydays .
nato a città di castello da una famiglia popolare e numerosa, umbro vero per la sua mitezza di carattere, all’università di roma venne eletto presidente della rappresentanza studentesca e fondò il settimanale dei giovani democratici cristiani “italiacronache”, formando una redazione di futuri protagonisti dei tg: rodolfo brancoli, corrado granella, nino criscenti, vittorio panchetti, mauro bellabarba, nicola bruni, sandro ceccagnoli, francesco mattioli.
entrato in rai per concorso nel 1960 , divenne uno dei collaboratori più stretti della squadra di ettore bernabei che rivoluzionò la televisione elitaria per farne un grande strumento di intrattenimento e di cultura popolare, il mezzo che unificò linguisticamente l’italia.
nella direzione dei culturali tv di mario motta fu il capo delle storiche rubriche: almanacco, l’approdo, zoom, giovani, cronache della scienza e poi cordialmente, il programma di corrispondenza con pubblico, protagonisti andrea barbato, gian paolo cresci, enza sampò, bartolo ciccardini, gabriella farinon. in un afoso pomeriggio del luglio 67 (non avevo ancora ventun’anni) mi chiamò a sostituire immediatamente un redattore.
nel 1978 fondò raitre assieme a rossini. nel 1980 mike bongiorno, che aveva lasciato la rai per inventare i canali commerciali, convinse berlusconi a offrirgli di dirigere la nascente rete canale5. il distacco dall’azienda madre durò solo un anno. nel 1981 zavoli presidente, de luca dg e milano caporete lo richiamarono a raiuno di cui divenne direttore nel 1988..
nel 1994 fuscagni divenne presidente della sipra. nel 2000, su scelta della presidente moratti, fu responsabile rai del giubileo e poi vicedirettore della sala stampa. presidente di cinecittà dal 2004 al 2006. il curriculum completo delle sue esperienze professionali sarebbe troppo lungo.
l’amore di carlo per la sua azienda, la rai, è sempre intatto e continua con la sua vicinanza a chi fa i programmi .

















