36 il doppio quarto coro: la calamita video
video annabella calabrese interpreta
teatro belli roma il 23 aprile 2017 regia di antonio salines https://youtu.be/r5gownxgzb0
teatro belli roma il 22 aprile 2017 regia di antonio salines https://youtu.be/f8xm30h5fqo
fantasia di una ragazza che immagina di trovarsi con uno sconosciuto per il primo rapporto; contrasto tra ragione e pulsione del corpo
palazzi che hanno visto la vita
incisa sapienza di storia
di fatti di palpiti umani
leggono da bifore bianche
il cercare mio incerto turbato
ma complici tacciono in schiera
la folla dilaga distratta
un uomo ricerco tra gli altri
che provi la stessa emozione
si accosta spavaldo ma è ignoto
di un lampo specchiamo gli sguardi
confronto le nostre intenzioni
il viso accarezza leggero
lasciamo la gente e per mano
ci badano solo le torri 15
si tinge il mio viso di giallo
in sfida ad ambiguo consenso
a un patto che losco mi attira
in squallido vicolo entriamo
un dubbio pauroso mi stringe
con lo sconosciuto che faccio?
la brama di incontro non nego
scaletta una porta cadente
e siamo di fronte l`un l`altro
non c` è stata ancora parola
col dito mi segna i contorni
il collo le labbra la fronte
il gesto poi al seno discende
gli sento la mano che trema
il volto non guarda ma il ventre 30
già nudi c` è solo attrazione
lo tasto dai glutei allo scroto
attacca a baciarmi le porte
insidia i meandri contratti
il gioco non so di chi sia
ma non lo conosco e non voglio
che lui al mio sapore si accosti
che invada l`interno di donna
rifiuto che svuoti i segreti
ben altro mi dice il mio doppio
la carne pretende un orgasmo
la molla spalanca e reclama
il maschio al piacere disposto
contrario che manca e perfetto
violento si spinge insistendo 45
fin dove nessuno è mai stato
svanite barriere all`assalto
ai gemiti e al moto mi lascio
si fonde in vagina universo
la vita e il dolore gioisco
non siamo più nomi o persone
nature ancestrali di poli
e prima che scoppi fissione
allora ragione risorge
assenza futura indovino
proibisco al vulcano colata
lo stringo imponendogli attesa
ma armonico spasmo mi prende
e grido: ancora! mi piace!
e scivolo intera in godere 60
il rischio non voglio e lo espello
delusa nell` utero gemo
attendo quel seme fecondo
passata l’ebbrezza dei sensi
la stanza ed il vicolo addosso
lontana la fame di abbraccio
” stupenda!” mi dice quell` uomo
più falsa la voce del volto
detesto carezza e parola
rifiuto promesse e lusinghe
mi vesto abbandono la casa
ritrovo la piazza e il respiro
rimugino ho dato il mio corpo
l`ho preso e goduto fremente
al ladro ho dischiuso la porta 75
mancanza ha ceduto a libido
in trappola spinge l` istinto
non reggo esultanti trofei
proibito con complice ignoto
l`amplesso allettante e brutale
ma sterile fisico scherzo
più rara la strada di amore
trovare un leone compagno
nel brivido erotico incanto
pretendo mi guardi persona
affetto nei gesti di unione
un atto che esigo fecondo
nel nudo mio voglio ottenere
il seme dell` uomo da amare
offerta totale e cosciente.