anna zanoli
la tv innamorata dell’arte
intervista di antonio bruni pubblicato sulla rivista di raisenior nuova armonia, diretta da umberto casella ottobre 2019 n.4 scarica il pdf a sx
pioniera della diffusione dell’arte in televisione, anna zanoli, laurea in storia dell’arte a bologna, vinse il concorso programmisti del 1960, indetto per l’apertura del secondo canale televisivo e cominciò la carriera come assistente alla regia di spettacoli e sceneggiati da studio. dopo pochi anni passò ai culturali nella rubrica “l’approdo”. arrivò alla materia che le stava a cuore con “capolavori nascosti” (1968 e 1969), rubrica affidatale da carlo fuscagni con lo scopo di svelare opere sconosciute al pubblico e di mostrare i procedimenti di restauro.
la svolta nell’approccio all’arte avvenne quando lavorò con luciano emmer. anna zanoli fu la responsabile della serie “io e…”. fino allora i testi per la tv erano scritti dagli autori quindi letti, difficili e riguardavano mostre e musei. “io e…” metteva al centro un personaggio, famoso per motivi culturali, che presentava un capolavoro a lui particolarmente caro. non si trattava di un’esposizione ma di una dichiarazione d’amore.
“avevo sempre sofferto la freddezza dei miei insegnanti che non consideravano gli aspetti emotivi dell’arte – afferma zanoli – i protagonisti di “io e…” invece si scaldavano e mutavano l’ammirazione estetica in carica passionale. emmer aveva dato il suo taglio di narratore cinematografico a questa serie di documentari; imparai molto da lui nei primi quattordici pezzi realizzati insieme. proseguii da sola per altri ventuno ritratti. avevo sempre in testa anche gli insegnamenti di roberto longhi sulla divulgazione dell’estetica.”
“io e…” andò in onda dal 1972 al 1974 sul secondo canale, prima del rischiatutto. la sigla era stata ideata da armando testa con la musica di ennio morricone. zanoli inseguì a lungo pasolini che poi accettò di parlare di orte come perfetta forma della città. ranuccio bianchi bandinelli di notte, dalla base in cima a una gru, descrisse il suo monumento preferito, la colonna traiana. federico fellini ripercorse l’ eur. amintore fanfani dichiarò tenerezza per la madonna incinta di piero della francesca. romolo valli descrisse gli animali di ligabue. giorgio bassani interpretò lo stupore di “lazzaro che risorge” di caravaggio.
seguì nel 1974 “in difesa di…” una serie di denunce contro gli sfregi e l’incuria nella gestione del patrimonio artistico. clamorosa fu la denuncia di federico zeri contro gli abusi edilizi nella via appia antica. piero citati s’immerse nell’oscurità della domus aurea non restaurata.
il lavoro prediletto da zanoli è stato il docu-dramma del 1977 su alberto savinio. “era coltissimo, simpatico, fuori dagli schemi, fratello fino allora misconosciuto di de chirico. “
“ ho condotto in video solo una rubrica, vidikon. grandi maestri come merz, pistoletto, gianni colombo, carla accardi presentavano in studio una loro istallazione nell’impianto scenico di gae aulenti. su questa esperienza chiara mari, giovane storica dell’arte, ha pubblicato un saggio per la rivista luk della fondazione ragghianti. “
non mi piace apparire in video, preferisco mostrare le opere che mi appassionano. voglio far commuovere anche il pubblico con un capolavoro mediante un contatto emotivo. nelle trasmissioni attuali si vede costantemente l’autore che presenta se stesso come fosse un’opera d’arte. parla e non fa vedere. l’unico autore che mi piace è andrew graham dixon trasmesso su rai5.”
anna zanoli ha poi realizzato documentari che hanno girato il mondo:
tre sul restauro della cappella sistina e sei sul cenacolo di leonardo.
la sua vita professionale, dedicata a trasmettere sentimenti, si scontra con lo stato dell’arte che è diventata mercato. quanto è quotato, quanto vale ? gli antiquari non vendono più; il passato non interessa. si acquista solo ciò che è moda.









