rodolfo longo, libri: palloni sgonfiati è la prosecuzione ideale di “l`augurio della casa” ruota attorno alla figura centrale della madre e di tutta la famiglia.
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rodolfo longo, libri: palloni sgonfiati è la prosecuzione ideale di “l`augurio della casa” ruota attorno alla figura centrale della madre e di tutta la famiglia.
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se piangi se ridi
l’attore fa parte di noi
rivela qualcosa segreta
celata dal nostro pudore
se tocca un’intima corda
è subito amato e riflette
i nostri timori e ambizioni
nel dramma di ardue vicende
di più se riesce a strappare
risata che libera l’animo
un’arte invidiabile e rara
che rende i giorni più chiari
poesia dedicata a totò, pubblicata con l`articolo giancarlo governi storico dello spettacolo dalla rivista di rai senior nuova armonia (aprile 2017)
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il 1973 fu un anno memorabile.
la iii^ c “conquistò” importanti traguardi: sei studenti della predetta classe conseguirono la votazione “sessanta/sessantesimi” all’esame di maturità; la sezione c, in gran parte composta dalla iii^ liceo, si aggiudicò il campionato interno sezioni di calcio e di pallavolo.
nella foto della classe iii^ dell’anno 1973 (maggio), da sx a dx in piedi sono presenti:
fabio cortesi, vincenzo sibilia, roberto pignatelli, dino bacchiocchi, fabio ceracchi, roberto rosichini, walter fiore, vincenzo di gregorio, marco de giuli, alfredo d’angelo, gaetano russo, alessandro mazzetti di pietralata, daniele d’amico, enzo fortuna, sandro liberatori, claudio capozzi, fausto corsetti.
in basso seduti da sx a dx sono presenti:
nino natoli, luciano ligato, rinaldo bologna, marco maurizi, fausto santarsieri, al centro l’insegnante di storia e filosofia prof..ssa vittoria lax, davide colangelo, alberto baldasseroni, giuseppe schifaudo, enrico fantechi.
a quella meravigliosa esperienza di vita mi sono ispirato per la realizzazione di tre articoli ( “generazioni”; “amicizia”; “un mare di ricordi”) presenti in “letture” del sito “le girasole” ( http://www.legirasole.it/).
fausto corsetti
ho sedotto canto n.64 settimo coro: il dominio -video
seduce un ragazzo bloccato e poco virile
carmela ricci interprete https://youtu.be/7tlortcrnm0 maratona al teatro de` servi roma 21 dicembre 2003 regia idalberto fei
passeggio e contemplo me stessa
le trecce accurate e lui passa
“sei bella ma come beatrice!”
lo scherzo studente innocente
sorrisi biglietti giglietti
poi vado a raggiungerlo in casa
vestita teatrale di nero
mantello e i guanti di pizzo
bizzarra nell`atteggiamento
fatale nell`aria e lui sbianca
ammiro gli arredi sontuosi
mi sento appropriata mi adagio
sul fondo di un tango un tendaggio
declama una lirica ardita
“argento! ma non sei beatrice
ventaglio di piume nascondi
malizia frusciata di rosa
in te io sparisco narciso”
lui efebico e sciolto ai miei piedi
sorpreso di attratto trovarsi
“scrivendo mi son masturbato”
confessa tendenze omosex
non so cosa dire e gli sfuggo
in stanza vicina da letto
azzurra coperta di raso
mi segue da dietro mi abbraccia
il gioco dei baci mi piace
lui si eccita in preliminare
e sboccia in orgasmo precoce
soddisfo a vederlo cadere
sorrido per questa sua foga
finita già prima di avermi
e senza nemmeno spogliarmi
negli anni ogni tanto mi chiama
lo incontro e non lo riconosco
l`efebo sognante è svanito
più sciatto sudato ingrassato
è medico e parla coerente
a casa mi invita e lusinga
il collo mi bacia di spalle
lo fa delicato ma intenso
la schiena mi accende totale
mi gira e mi abbassa spalline
i baci ai capezzoli estende
lo gusto ma non mi abbandono
mi piace la forma e la scena
ma fino a che punto quest`uomo
si forza e trasforma per me ?
mi scatta di attrarre e sfuggire
ritiro il maglione e mi copro
mi fingo svogliata e lui dice
“io voglio tu sia la mia sposa”
lo vedo che è serio ma scappo
un mese e ritorno sfacciata
di rosso addobbata nei pizzi
tra noi confidenza è già presa
mi spoglia ma lenta acconsento
avverto qualcosa di assente
mi guida la mano al suo ventre
il membro tranquillo impotente
afflitto non cede in carezze
non mostro sorpresa e imbarazzo
serena e civetta proseguo
in me si è allentata tensione
ho già avuto un figlio ragazza
sofferto quell`entrarmi dentro
è meglio toccarsi a parole
lui insiste che vuole sposarmi
andiamo poi al mare d`inverno
la casa materna e sul letto
laddove lui è nato brindiamo
spumante sui corpi e nel buio
carezze e ritorna normale
entrambi sorprende emozione
ma dentro di me già sapevo
sperato e avverato trionfo
” mi è esploso anche il plesso solare !”
dilaga esultanza maschile
mi piace che canti lo sblocco
in me riscoperta la donna
quel giusto sentire del ventre
son femmina madre rifugio
non devo subire ma accolgo
determino il moto del sesso
ho vinto la guerra dei nervi
ho preso il potere sul maschio
la mente deviata ho sedotto
in gioia invertendone il corso
la forza che accendo mi schiude
fin dentro i meandri bloccati.
l`albo del premio lina rocchi la storica segretaria dal liceo fino agli anni 70 agli augustei illustri
| cognome | nome | maturità | professione | anno premio | motivazione |
| proietti | gigi | 1958 h | attore cantante | 1990 | |
| de virgiliis | emma | 1955-1971 | insegnante lettere ginnasio c | 1994 | |
| petrini bonocore | rosa | insegnante | 1994 | ||
| rotunno | clelia | insegnante lettere ginnasio d | 1994 | ||
| borghini | rossana | segretaria del liceo | 1995 | la grazia e l`affetto in ogni atto e per tutti i ragazzi | |
| cutrona mannocci | liliana | insegnante lettere ginnasio d | 1995 | accorta e severa portavi al sapere le menti infantili | |
| pavese | civita | insegnante storia arte | 1996 | ||
| tazzi | maria | insegnante | 1996 | ||
| palazzo | domenico | insegnante educazione fisica | 1997 | con polso bonario tempravi nel corpo lo sforzo di studio | |
| fazzuoli | federigo | 1965 l | giornalista televisivo | 2003 | |
| serra | achille | prefetto vice capo della polizia parlamentare | 2004 | ||
| gottardo | luciano | comandante generale dei carabinieri | 2005 | ||
| asor rosa | alberto | 1950 a | italianista | 2006 | studente che insegna, profondo italiano, indaghi ragioni del grande narrare |
| cavallero | emma | insegnante italiano latino l | 2007 | ||
| morassut | roberto | 1982 d | parlamentare e scrittore | 2007 | |
| strinati | claudio | 1966 d | soprintendente polo museale di roma | 2007 | |
| tavani | marco | astrofisico | 2008 | ||
| tozzi | riccardo | 1966 h | produttore cinematografico presidente anica | 2009 | dai lirici classici, il volo della fantasia, per trasformare le idee,in opere di cinema |
| presta | marco | conduttore radiofonico, autore, attore | 2010 | ||
| chieli | massimo | 1969 d | ad meridiana e scrittore | 2011 | riserbo e ironia, silenzio si vola, in ordine flotte, decollo in pensieri |
| tonucci | mario | 1967 l | avvocato internazionale | 2011 | da sport di studenti a leggi nel mondo maestro nel tessere, amici e lavoro |
| stramaccioni | andrea | 1994 m | direttore tecnico di calcio (inter) | 2012 | dagli studi classici, la serenità olimpica, per affrontare il calcio |
| tozzi | mario | 1978 d | geologo conduttore autore televisivo | 2012 | come un poeta latino, diffondi l’amore per la madre terra |
| civita | michele | assessore regione lazio | 2013 | nel nome è l’impegno, partito da augusto, su vie consolari,tra leggi e persone | |
| ligotti | giuseppe | 1965 h | scrittore | 2013 | pensosa giovinezza, tra amore e ideali, dall’appio all’italia,narrata in passione |
| costi | robinio | 1962 m | parlamentare e scrittore | 2014 | politico in campidoglio,tornato da autore, per fare il processo ad augusto studente e studioso |
| silvestri | silvana | 1966 f | direttore settimanale culturale alias, il manifesto | 2014 | il primo giornale al liceo, per dare speranza al sociale, coerente in animo e idee,diffondi cultura e rigore |
| insinna | flavio | attore | 2015 | da plauto la prima arte, per dare allegria al liceo, è diventata fama, su schermi e platee | |
| picconi | annalisa | 1988 d | attrice | 2015 | la prima scena al liceo, con forza e attenzione, è diventata arte, ardore di vita |
| berti | laura | 1978 d | giornalista scientifica tg2 | 2016 | hai l`arte del classico traduci la scienza in chiari racconti. |
| cernilli | daniele | 1973 i | enogastronomo fondatore del gambero rosso | 2016 | da coppe latine ai vini italiani la grande cultura legata alla terra |
| appetecchia | maria luisa | 1978d | medico endocrinologo | 2017 | indaghi quel male con pietà di donna |
| d`agata | raffaele | 1964 c | storico docente | 2017 | la storia di oggi narrata con gli occhi di un classico |
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nuova armonia rivista di rai senior n.4 ottobre 2017
lunedì 23 ottobre ore 19 i piccoli teatri
galleria di foto in basso e a sx
giuseppe manfridi, drammaturgo, conduce: facciamo parlare i teatranti
allarme per i piccoli teatri che hanno enormi difficoltà di sopravvivenza. i loro spazi, come per le sale cinematografiche, sembrano destinati a variazioni d’uso. l’intervento pubblico è necessario non solo sul piano del sostegno economico e fiscale, ma anche su quello normativo e sulla collaborazione con le scuole e gli istituti educativi. abituare i giovanissimi a frequentare le sale degli spettacoli dal vivo significa operare una rivoluzione educativa, culturale e civile, indispensabile alle periferie.
progetto: a) creare spazi attrezzati all’aperto (piccoli anfiteatri, pedane, sedili), nelle piazze, nei cortili delle scuole, nei parchi, per consentire agli artisti di esibirsi pubblicamente senza spese e con poche formalità b) attrezzare e rendere disponibili per mostre, spazi inutilizzati all’interno di edifici pubblici.
loredana martinez –attrice- interpreta il concerto – poesia di antonio bruni
annalisa picconi – attrice – interpreta colossea, il velodromo dell’eur, stadio flaminio poesie di antonio bruni
carlo emilio lerici–regista e direttore del teatro belli-
luigi palla–regista e direttore del teatro le maschere per ragazzi-
antonio perelli–presidente dell’unione libero teatro:
il teatro, stretto com`è nella morsa del cosiddetto risparmio pubblico e dello strapotere economico del cinema e della televisione, sta vivendo una stagione assai triste, che non sembra intravvedere all`orizzonte una luce di cambiamento. in questa situazione, può il teatro amatoriale aiutare quello professionistico? certamente sì, ed è proprio questo lavoro poco conosciuto degli amatori, di coloro cioè che danno vita al teatro amando profondamente ciò che fanno, questa incessante attività, diffusa in ogni parte d`italia, pronta e determinata ad affrontare, per superarli, tutti gli ostacoli che quotidianamente si trova davanti pur di realizzare ed allestire spettacoli teatrali, ebbene credo possano essere ancora motivo di speranza per il futuro. attraverso l`enorme diffusione del teatro non professionistico il teatro può continuare a vivere, può continuare a trovare nuove formule di sperimentazione, può continuare ad arrivare là dove spesso non arriva altra forma di cultura, promuovendo un`azione di inclusione sociale e di educazione dello spettatore come nessun`altra espressione culturale può fare.
come presidente della u.i.l.t. – unione italiana libero teatro, un`associazione diffusa in tutte le regioni con quasi 15.000 iscritti e più di 840 compagnie teatrali, posso garantire il nostro impegno, che dura già da quarant`anni, a far sì che la cultura teatrale, in tutte le sue espressioni, continui ad essere un punto di riferimento per quanti credono ancora che la serietà dell`impegno e la speranza della “bellezza” potranno offrire un`ancora di salvezza ad una società sempre più disordinata ed in declino.”
marina raffanini–organizzatrice teatrale –
mariano rigillo-attore-
ulisse benedetti–direttore teatro tor di nona-
video: giuseppe panico interpreta la poesia https://youtu.be/7n9fcfgoxai
la bolla di sapone
appare e veloce svanisce
in globi il mondo scontorna
dipinge in riflessi le cose
stupore che allarga le dita
arresta il guizzo del corpo
la bolla che in tante sorelle
la luce attraversa nel soffio
in tenera mente è scintilla
disvela ardite realtà
… stupore che allarga le dita..` : notevolissima immagine. giuseppe elio ligotti
scrivere racconto da sognando i serpesci
video interpretazioni di (premere sul nome) carmela_ricci , marta_scelli , cerro_ornella elvira_giannini
mi piace sedere qui, sui gradini più bassi dell’ingresso della metropolitana. e’ riparato, non arriva la pioggia e c’è sempre aria, qualche volta troppa e fa freddo, allora vado a sedermi più avanti nel corridoio, ma i gradini sono più comodi per scrivere:
eh si! io scrivo e scrivo tanto, sempre, scrivo tutto il giorno.
mi piace scrivere, devo scrivere! è importante che io lo faccia.
ho sempre un quaderno a righe e una penna a biro.
mi siedo e sento la gente che passa; vanno tutti di fretta, portano borse, zaini, ombrelli, valigie, cappelli. li sento ma non li vedo; hanno tutti la stessa faccia, non hanno odori, nemmeno quelli che puzzano. non mi importa chi sono e che fanno. passano, passano.
quello che scrivo invece resta: ho tanti quaderni ammucchiati nel carrello del supermercato, li porto sempre con me, quelli pieni e quelli ancora da riempire.
ogni tanto c’è qualcuno, di quelli che passano, che me li regala .
un signore anziano, con la faccia da professore, me ne ha portati cinque, con la copertina nera e i bordi rossi; ha detto che sono di cinquant’anni fa, si usavano così a scuola. io forse non ero nata, non lo so, non ricordo quanti anni ho, ma non importa, l’importante è scrivere, usare la penna.
una ragazza mi ha regalato una scatola di penne a biro rosse. mi piace scrivere con tre colori: col blu i pensieri nuovi, col nero i ricordi, con il rosso le cose gravi.
sottolineo? si, ma solo a matita, uso quella rosso e blu delle maestre ma non evidenzio gli errori (io non ne faccio); sottolineo le cose importanti in rosso e sottolineo in blu quelle che mi fanno paura. così le cose terribili sono scritte in rosso e sottolineate in blu. quando scrivo metto la mano sinistra sopra il quaderno per nascondere le righe; ho paura che chi passa possa leggerle.
quello che scrivo è segreto, resta solo per me.
ieri ho scritto tutto il giorno senza smettere mai. ho smesso solo cinque minuti per andare al bar a fare pipì. la barista mi ha offerto un cappuccino e un altro signore mi ha pagato un panino al prosciutto e insalata. mi hanno chiesto: cosa scrivi? e’ un segreto, ho risposto, non posso dirvelo. la sera mi faceva male la mano che era pure intirizzita, faceva freddo. la notte ho sognato che un cagnolino prima me la mordeva e poi la leccava, così non mi faceva più male, ma ero contenta nel sonno perché avevo scritto tanto.
quando scrivo, mi sente felice perché provo tutti i sentimenti: piango, rido, sono ottimista, pessimista, ho paura, ho coraggio, fantastico. mi sento libera, volo, atterro, non mi serve niente, non ho fame, non ho sete, non ho freddo.
io scrivo; ma scrivono anche quelli che mi passano accanto?
hanno mai scritto un pensierino in vita loro?
nemmeno gli angeli, quelli che ci volano intorno, invisibili, scrivono; forse parlano. a me qualche volta sembra che mi dicano qualcosa ma è come nei sogni, dopo non mi ricordo niente. rivedo la loro bocca muoversi, sento un suono che è come il vento, ma non ricordo cosa hanno detto.
peccato! mi piacerebbe scriverle, le parole degli angeli. chissà come sono belle!
le mie invece sono semplici, ma sono spontanee, genuine, piene di sentimenti. le mie sono parole vere anche quando sono inventate.
eh si: l’invenzione è più vera delle cose vere, perché è più bella. io invento sempre anche perché non so niente delle cose vere, di quello che gli altri fanno, di quello che succede a quelli che mi passano accanto.
loro sono tristi, non mi piacciono; io preferisco gli angeli.
scrivere non è come cantare: quando canti forse qualcuno ti ascolta ma poi il canto finisce e svanisce. quando scrivi resta lì, anche se nessuno lo legge e io non voglio che qualcuno legga quello che ho scritto.
adesso mi rimetto a scrivere ma voglio usare solo la penna blu, anche se me ne è rimasta una sola. di rosse ne ho tante ma non voglio scrivere cose paurose. la paura è tanta e spesso mi morde sul collo per ore. io preferisco stare con la gioia, scrivere con la penna blu.
quella nera non la uso quasi mai. non ricordo niente e cosa dovrei ricordare? le mie giornate sono sempre uguali qui su questi gradini della metropolitana. guardo i miei quaderni pieni, fitti, fitti nel carrello ma non ho il coraggio di rileggerli. a che servirebbe?
meglio scrive cose nuove e riempire altri quaderni.
spero che qualcuno mi regali altre penne blu.