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grigio e scarlatto modesto è il grigio significa poco… scarlatto è ardito sanguigno di razza… |
grigio e scarlatto modesto è il grigio significa poco… scarlatto è ardito sanguigno di razza… |
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puoi leggere tutta la poesia e elettrolettera n.11 del 9 giugno con inviti culturali su www.antoniobruni.it ; per riceverla direttamente scrivi a [email protected] |
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Posts by Daniele
gray and scarlett
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grigio e scarlatto modesto è il grigio significa poco di scarso rilievo deprezza persona scarlatto è ardito sanguigno di razza affascina fiero coinvolge persona scarlatto su grigio insolita coppia opposte famiglie esprimono insieme contrasto elegante che è raro in natura pubblicata in
elettrolettera 11 del 9 giugno 2015
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gray and scarlett gray is unpretentious signifies little scarcely relevant undervalues man scarlett is bold of a blood-red race fierce and fascinating pervades man scarlet plus gray unusual couple opposite families together express an elegant contrast rare in nature translation by rodolfo longo |
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commenti dei lettori: amo il grigio e lo scarlatto alessandra comazzi &&&&&
sembra scritta per me: oggi ho maglietta rossa su jeans grigi…buona giornata! emma &&&&& insomma non c`è dubbio il tuo grigio è brillante!…enzo schiuma &&&&& antonio, sei una fonte inesauribile di idee e cose fantastiche da fare !te ne scrivo una io per te, di ” poesia” se così si può chiamare ! se il mondo si spegne e la gente è lontana accendi il computer che bruni ti chiama formose proposte di artisti ed artiste sensuali consigli e mille conquiste il cuore si apre ad altre emozioni creazioni create, bugie mai narrate, teatri e scoperte pitture e sculture non più sofferenza nè grandi paure le dolci realtà di un tempo che passa… e poi lascerà… grazie dei tuoi mille suggerimenti e della tua cura per il prossimo! laura ceccarelli
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2011 il dono del presepe – the crib, a gift
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indice
l`indice di mi svelo. tutte le storie del corpo di donna.
indice
avvertenza mi svelo ma in animo nuda
primo coro sdoppiarsi a confronto figura
i canzone: lo specchio corteggia e bisticcia
01 le calze aderenti mi stiro
02 e mi era compagno un cammello
03 rinasco ma in forma di cernia
04 coi rami scomposti mi innalzo
05 magnolia con cuore animale
06 e come impossibile dea
07 conosco i due ruoli e li ammiro
08 la schiena è la faccia di luna
09 con lunga minuzia mi guarda
10 l`intruso ha interrotto il mio sogno
i epigrafe di vuoto ricolma speranza
secondo coro decidere in animo svolta
ii canzone le ali innocenti ho spiccato
ii coro 11 mi appare un’alcova un catino
12 volevo una corsa in foresta
13 disposta ormai senza ritegno
14 lui complice in mia trasgressione
15 non può appartenermi che un`ora
16 quest`altro mi prende in un giorno ?
17 arrendermi a un maschio che chiama
18 mi trovo la strada già chiusa
19 aprire due porte vorrei
20 da un mese ho ormai dato promessa
ii epigrafe è impronta dell’esser persona
terzo coro di ingresso ricorre il pensiero
iii canzone mistero carnale è quel viaggio
21 da dove mi nasca il timore
22 immagina il sogno mio ardito ?
23 non so se i miei gesti sian giusti
24 non guardo fa male è veloce
25 ho freddo e rinserro la grotta
26 mi chiede perché resistenza
27 mi trovo ancor vergine dentro
28 conchiglia mia si era bloccata
29 gradisco il contatto in riserbo
30 non era invadente ma atteso
iii epigrafe orgoglio del fragile segno
quarto coro tra più calamite oscillare
iv canzone rasento ogni giorno il giardino
31 gestisco ora in sonno i richiami
32 distanti saperli non voglio
33 il maschio lo devi frenare
34 pur sazia di sesso e attenzioni
35 la valvola aprire che sfoghi
36 ben altro mi dice il mio doppio
37 giocare esser zio o bambina
38 mimetico il nostro connubio
39 a infrangere soglia normale
40 languore che il sogno scavalca
v epigrafe solletica intenso il dormire
quinto coro contatto che turba il sospiro
v canzone di sceglier compagno e mostrarmi
41 respinsi quel bacio con sforzo
42 tremavo all`idea del piacere
43 massaggio mi svela in profondo
44 ed evito scoppio di testa
45 vorrei non vorrei che svanisse
46 perché non mi spoglio con lui ?
47 comincio a tracciargli figura
48 ho il corpo dell’altra ragazza
49 pietosa non sono vogliosa
50 non ruppe il suo dire la gioia
v epigrafe: inutile gabbia è ragione
sesto coro qualcosa segnato in profondo
vi canzone ritorna quel senso di azzurro
51 da vergine a vedova un laccio
51 desidero io ho desiderio ?
52 anche ora incestuoso il pensiero
53 irrido i temuti confini
54 un infero ludo accecante
55 la voglia sbatteva sul gelo
57 ancella dal tocco di rosa
58 mi penetra secco ed a stento
59 bambina spezzata nel gioco
60 fissandomi di essere l` acqua
vi epigrafe non scioglie mai nodi al cordone
settimo coro dominio affermare in incontro
vii canzone la sfida propongo spavalda
61 ed io come vento ai cespugli
62 nel gioco lo scaccio e lo mordo
63 mi trovo (imprevisto!) sicura
64 la mente deviata ho sedotto
65 mi viene un`immagine ardita
66 infranta barriera pudore
67 il tango argentino mi attira
68 eretta e più fiera mi mostro
69 mi tocca per prima iniziarlo ?
70 ho vinto superba finora
vii epigrafe a guardia di torre segreta
ottavo coro nel fiume dei brividi un volo
viii canzone quei nudi di marmo in attesa
71 ninfea nello stagno albeggiante
72 esplosa scottarmi al mio sole
73 e sono animale alla pari
74 quest’alito invece mi invade
75 erotici dialoghi in filo
76 col flutto siam talamo in tre
77 mai visto un servente di amore
78 lo sento che fonde il contatto
79 la testa come eco rifrange
80 ma batte una pendola l`ora
iii epigrafe dei sensi sarà fantasia
nono coro matura toccare il traguardo
ix canzone per secoli ho reso missione
81 ti accorgi dei tuoi cinquant`anni ?
82 distesa tua terra di estate
83 gli porgo il pudore profondo
84 non è la mia anima e chiama
85 son aquila in ali tue immense
86 in casa giardino esclusiva
87 essere strano che crea
88 il ventre si espande e trasforma
89 rivelo la gemma che è in me
90 mi appoggiano il bimbo sul grembo
ix epigrafe connubio di sesso ed amore
lettura del 21 dicembre 2015
lettura del lunedì 21 dicembre ore 17,15 camera dei deputati aula refettorio via del seminario 76 roma
non è un`insegna ma una stella di antonio bruni
una compagnia eccezionale di attori: gabriella casali, cosimo cinieri, sergio nicolai, lucia poli, mariano rigillo, ruben rigillo, anna teresa rossini, edoardo siravo, silvia siravo, pamela villoresi e carolina pace al flauto dolce, interpreta, nella sala del refettorio della camera il 21 dicembre ore 17,15 le storie in versi della natività, scritte da antonio bruni come lettera di auguri dal 1991 e pubblicate in occasione del venticinquesimo anno, in una cartella artistica. christiana ruggeri dialoga con l’ autore sulla novità di questa pubblicazione liquida.
programma della lettura
scarica gratuitamente la cartella stampabile su singoli fogli a4 (si consiglia carta color avorio)
tutte le poesie di natale: natività
una maratona in versi
una maratona in versi
di marco aureli
produttore della maratona del 22 dicembre 2003
al teatro de` servi di roma con la regia di idalberto fei
tante e diverse sono le voci dolci e amare, rauche e chiare di “mi svelo ma in animo nuda”. virago e vergini, madonne e maliziose signore, adultere e adolescenti, donne semplici che amano e sognano di essere amate, accarezzano un ricordo o una fantasia e ci raccontano i moti e i fatti del loro corpo. sono tutte voci di donne che esprimono le loro più intime sensazioni e che rivivono nella memoria, o immaginano nella fantasia, l’esperienza erotica.
mi svelo ma in animo nuda” è una galleria traboccante di ritratti lirici, novanta elegie femminili. e’ un’indagine sulla sensibilità delle donne e una raccolta di storie accadute o sognate. e’ un lavoro insolito: così l’ha concepito l’autore. e’ diventata una lettura teatrale, con l’impalpabile veste narrativa di una messa in scena minimalista. da quel momento, si è trasformata in un’esperienza che ha intensamente coinvolto il pubblico e le interpreti di una serie di memorabili serate romane.
non c’è uomo che non si sia interrogato sul piacere femminile, che non si chieda quali siano le pulsioni che accendono i sensi delle donne, come avvampi in loro il desiderio e cosa provino durante l’amore.
attratto da questi misteri, l’autore,antonio bruni, all’inizio degli anni novanta cominciò ad ascoltare e a raccogliere pensieri e lemmi femminili. di quel periodo mi ha raccontato: “ho cominciato seguendo un’intuizione con molti dubbi e scrupoli. sarebbe stato facile scivolare in un lavoro pornografico…” inizia così il suo viaggio letterario, un itinerario di conoscenza attraverso incontri dedicati a raccogliere confessioni di donna. si svolgevano spesso nello studio di casa, rubando spazio e tempo alla famiglia.
“avevo la fiducia e l’appoggio incondizionato di mia moglie. nel mio profondo, l’indagine che avevo deciso di fare era volta a conoscere proprio lei, dopo anni di matrimonio e tre figli…”
intervista più di cento donne, dai diciotto agli ottanta anni, di tutte le condizioni (sole, sposate, divorziate, nonne). il livello culturale è in maggioranza alto, ma non mancano persone semplicissime. sceglie novanta storie per comporre il suo manifesto poetico sull’eros femminile. perché scrivere in versi e non in prosa?
“ il verso novenario mi è più congeniale perché ha la rapidità dell’immagine. si adatta al flusso della coscienza, al discorso interiore che è privo di punteggiatura e di formalismi sintattici. la versificazione mi ha aiutato ad entrare con precisione dentro gli aspetti della sessualità, filtrandoli e purificandoli dagli elementi di crudo realismo”.
e’ vero: le parole e le metafore che il poeta traccia sul sesso sono sempre chiare, dirette, ma non sono mai adombrate da banalità e trivialità.
in questa maniera l’autore offre l’occasione di rivivere le testimonianze da lui raccolte in tutta la loro umanità, spirituale e carnale. del resto mi dice: ”nessuna donna può essere mai volgare con se stessa, parlando della sua vita interiore”. la tecnica a cui ricorre, per superare la barriera sensoriale che lo separa dal femminile, ha il suo strumento principale nella ricostruzione emotiva della storia. una ricostruzione da vivere e riprodurre insieme alla sua confidente. le chiede una piena confessione, spingendosi nel ricordo di lei e aiutandola a ripercorrere quel particolare momento in ogni sua circostanza.
”spesso la mia ospite mi era totalmente sconosciuta. arrivava da me mandata da altre amiche. introducevo il colloquio leggendo alcune storie, in modo da entrare in argomento. alla persona chiedevo allora di narrarmi un’emozione, provata o solo fantasticata, ma ricorrente nei suoi pensieri. poco importava che fosse confortevole o spinosa. man mano che le parole venivano fuori, trascrivevo direttamente il racconto, tentando subito i versi, in modo daconservare calda e immediata l’emozione della confessione” . bruni apriva così una fessura nella realtà per osservare il passato. in quel frangente, attraversava la barriera del pudore , mantenendo il rispetto per la persona dell’interlocutrice. lei, la confidente guarda se stessa e insieme racconta a se stessa e al poeta. questi incontri nascono quindi in una dimensione che conduce fuori dal tempo e si consumano in un tempo che è determinante per l’esito dello scambio.
“ al termine del colloquio dovevo aver completato il senso del racconto, perché perduta l’atmosfera del primo incontro, figlia di una improvvisa intimità, non era più possibile ritrovare il filo emotivo in un secondo o terzo incontro. la fessura aperta al momento nella realtà si chiude per non riaprirsi. “
l’autore impegna alcuni anni per collezionare un gran numero di interviste riuscite; le organizza in nove temi e sviluppa il senso di un’opera complessa.
solo pochi amici la conoscevano e tra questi idalberto fei, anche lui scrittore, nonché regista teatrale. dopo aver letto le storie aveva preso ad immaginare come portarle in scena.
“accade di rado che la poesia venga declamata in pubblico e quando succede viene sempre fatto in modo accademico” mi disse fei, suggerendomi l’idea di organizzare qualcosa di diverso.. quei testi poetici gli parvero adatti ad un leggio teatrale e dotati della possibilità di incontrare il favore di un pubblico fatto non solo di addetti ai lavori. ”non credo che la poesia vada letta unicamente a tavolino, recitata esclusivamente dagli autori e vagliata dai critici” afferma fei,“portando in scena queste liriche, mi interessava schiodare la poesia dalla sua accademicità. l’occasione di quest’opera dai temi scottanti mi sembrava buona per far ascoltare e vivere al pubblico la poesia.”
fei invitò bruni a utilizzare i suoi testi per una rappresentazione. l’autore non aveva mai pensato a questa possibilità. sulla loro forza comunicativa era confortato dal parere delle intervistate, che, rileggendosi o leggendo di altre, si erano sentite coinvolte. le storie in versi che aveva scritto, pensando solo alla loro vita in un pagina, potevano anche diventare un momento teatrale.
“il tempio di dioniso” a roma, un avveniristico museo del vino, centro di cultura e spettacolo fondato da maurizio angeloni e che oggi ha mutato nome in “domus talenti”, cercava, tramite fiorentina galterio, un evento per esordire. le letture di “mi svelo ma in animo nuda” sembrarono adatte ad una casa di cultura enologica. fei aveva deciso di portare in scena dieci, dodici attrici e di assegnare ad ogni interprete un monologo.: “ ad ogni storia volevo restituire un volto. tante attrici diverse dovevano diventare ognuna la protagonista di una sola storia e ad ogni attrice bisognava assegnare la storia più adatta alla sua personalità, in modo da scatenare in ciascuna la più forte partecipazione emotiva. un’ identificazione o meglio una rivelazione”. all’appello di fei risposero venticinque nomi da tutti i rami della professione: teatro, cinema, televisione, doppiaggio, radiofonia, pubblicità.
durante quelle serate l’emozione del pubblico in sala si avvertiva palpabile. tra pochi segnali di imbarazzo e di pudore, molti i sorrisi, gli sguardi partecipi, i versi indicati al vicino sul programma che li pubblicava. alla fine di una di quelle serate, bruni mi disse: “le donne di cui ho scritto hanno superato nel riserbo del colloquio il pudore e mi hanno svelato quello che avevano di più nascosto. per molte è stato un atto di liberazione. in molti casi forse l’unico della loro vita”.
e siamo all’evento voluto dalla commissione delle elette del consiglio comunale di roma, presieduto da patrizia sentinelli, il 22 dicembre 2003 al romano teatro de`servi . una lunga serata insieme, dedicata a conoscere le storie del corpo femminile. insieme a più di trenta attrici, tante.un altro momento di grande condivisione.
illuminati dalle storie di “mi svelo” si fa fatica a credere ad un tempo buio, quando le donne non potevano neppure pensare di avere una loro sessualità. né possiamo dimenticare che ci sono ancora società che non riconoscono alla donna questo diritto. “mi svelo ma in animo nuda” prima di essere poesia, o un libro o teatro è una affermazione forte e chiara di libera sessualità, espressione intima della vita.
marco aureli
elettrolettera 209 la forza della radio 2016 05 20
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elettrolettera 20 maggio 2016
inviata a 4853 persone
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la forza della radio la radio è solo in orecchio illumina l’assenza di scena delinea contorni e rilievi potente economica agile si nutre di musica e lingua s‘insinua nei gesti e in lavoro resiste allo scontro dei media
la rivista rai nuova armonia n.2 2016 ha pubblicato una mia intervista a valter preci sulla nascita della radio in italia| (allegato in pdf)
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sabato 21 maggio museo napoleonico |
notte dei musei
cosimo cinieri in con le musiche della banda musicale dell’esercito italiano, |
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sabato 21 maggio spettacoli ore 21,30 -22,30 – 23,30 museo di roma in trastevere piazza sant’egidio |
notte dei musei
edoardo siravo e gino auriuso in roma napoli andata e ritorno
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sabato 21 maggio ore 18 centro asteria piazza francesco carrara 17 milano |
pamela villoresi e gaetano liguori in teresa d’avila un’intervista impossibile voce recitante pamela villoresi
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martedì 24 maggio ore 18 fino al 30 maggio
galleria della pigna
orari apertura 15,30 -20 no festivi |
dante fasciolo presenta muri mostra d’arte a tema- opere di letture di katia nani
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domenica 22 maggio ore 15,30
tempio nazionale mariano di monte grisa
località contovello 455 trieste gratuito |
presentazione del libro di giuliana v.fantuz
storie su medjugorje sacerdoti raccontano
edizioni segno |
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fino al 22 maggio ore 21 do ore 17,30
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antoniosalinesin regiadi carlo alberto lerici
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da martedì 24 maggio al 5 giugno ore 21 do ore 17,30
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francesca bianco in
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martedì 24 maggio ore 17,30 palazzo ferrajoli piazza colonna 355 roma gratuito |
fogolar furlan joseph rudyard kipling |
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venerdì 27 maggio ore 20 centro per roma via nazionale 66 roma
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le cene di iter a cura di marco ravaglioli e simone ferrari
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sabato 28 maggio ore 18 chavara institute corso vittorio emanuele ii 294 iv piano int.10 roma gratuito |
orto pantosofico – salotto indiano marcella candilera (voce, armonium), p. anto chakiath (voce),carla de bellis (voce recitante), massimo del duca (chitarra), damiano hulman (voce recitante), sr. litty(voce), p. bose mannaparampil (voce), p. anto nayankara (voce, armonium), maria piazza (voce, flauto), paolo rossi (chitarra), p. taiju thaliath (voce) |
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lunedì 6 giugno ore 17 fondazione marco besso largo di torre argentina 11 roma |
vitaliano tiberia, gilda bartoloni, luciano arcangeli, giovanna capitelli, francesco leone presentano il catalogo |
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lunedì 6 giugno ore 20 |
fondazione roma europea |
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dal 31 maggio al 5 giugno ore 20,45 do ore 18
teatro lo spazio via locri 43 |
buk – lo zoo di bokowski a cura di angelo longoni con nove interpreti
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venerdì 27 maggio ore 18 parrocchia corpo e sangue di gesù gratuito |
associazione augustei
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sabato 28 maggio ore 17 morlupo (roma) |
associazione culturale libellula
se la poesia viene a cercarti
https://morlupocittadellapoesia.com
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domenica 29 maggio dalle ore 11 |
20 anni di agape onlus |
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sabato 11 giugno dalle ore 15 alle 19,30 centro savasana costo 55 euro prenotare entro il 27 maggio |
seminario di rigenerazione posturale condotto da lauretana trevisi conoscenza e rieducazione del pavimento pelvico
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8 maggio – 16 giugno (lu, ve 16-19 –sa,do10-12 , 16-19) via giardino 2 cappella maggiore (tv) gratuito
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mostra
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inviata a 4853 persone interessate a eventi culturali, di cui 2127 a roma e 678 all’estero perfarsi cancellare da questa lettera rispondere: cancella; perriceverla rispondere: iscrivi.
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canale youtube: antonio bruni facebook,linkedinantonio bruni; www.papale-papale.itdiretto da dante fasciolopubblica ogni settimana una poesia di antoniobruni.it
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carlo fuscagni l`italia in diretta tv
carlo fuscagni
e’ l’unico professionista che ha diretto le due maggiori reti televisive italiane, raiuno e canale5: carlo fuscagni è un autore televisivo ma soprattutto è un dirigente che ha saputo orientare la produzione e la programmazione.
come autore possiamo ricordare trent’anni della nostra storia, condotta da paolo frajese in prima serata su raiuno, che in più cicli, tra gli ‘80 e i ‘90, ha ripercorso oltre mezzo secolo di vita nazionale con fatti e personaggi oscillanti tra cronaca, politica spettacolo, cultura, sport e vita di tutti i giorni. trent’anni creò un contatto profondo tra gli italiani e la loro immagine collettiva. e’ stata una trasmissione caposcuola che ha inventato un genere, il revival spettacolo, che ha tuttora successo in prima serata. ricordo altri due titoli tra i tanti: tivusette che riprese l’antica testata del tg1 ideata da brando giordani, e realizzò molti pezzi di punta in un periodo storico, gli anni settanta, pieno di ombre. agli inizi dei 60’ diario del concilio, insieme a luca di schiena, riuscì a introdurre il pubblico pomeridiano nei cambiamenti del vaticano ii.
come dirigente, fuscagni è stato il padre televisivo di decine di artisti, giornalisti, registi, produttori, funzionari. e’ riuscito ad assommare competenze distinte: informazione ( capo redattore del tg) rubriche, inchieste e documentari (i culturali) il varietà, la produzione cinematografica e poi di fiction, la musica dalla leggera alla diskomusic alla lirica. introdusse in raiuno le grandi dirette: i tre tenori a caracalla, la moda con donna sotto le stelle a piazza di spagna, telethon, la partita del cuore, il primo maggio, miss italia in diretta e il più grande sceneggiato interamente prodotto con mezzi interni, i promessi sposi di salvatore nocita. conoscendo generi diversi e avendo fiuto per gli umori popolari, riuscì a dare alla rete la spinta necessaria per vincere il duello degli ascolti con mediaset tra l’89 e il 94, un periodo di passaggio difficile per la rai. un colpo da maestro lo aveva già fatto nel 75, capostruttura di raiuno; fuscagni rivoluzionò le tradizioni dei palinsesti, inventando una fascia di intrattenimento come traino del telegiornale delle 20, proponendo, invece di varie rubriche, la striscia quotidiana (allora un azzardo perché tutti gli appuntamenti erano settimanali) di serie di telefilm che spopolarono tra cui furia cavallo del west e happydays .
nato a città di castello da una famiglia popolare e numerosa, umbro vero per la sua mitezza di carattere, all’università di roma venne eletto presidente della rappresentanza studentesca e fondò il settimanale dei giovani democratici cristiani “italiacronache”, formando una redazione di futuri protagonisti dei tg: rodolfo brancoli, corrado granella, nino criscenti, vittorio panchetti, mauro bellabarba, nicola bruni, sandro ceccagnoli, francesco mattioli.
entrato in rai per concorso nel 1960 , divenne uno dei collaboratori più stretti della squadra di ettore bernabei che rivoluzionò la televisione elitaria per farne un grande strumento di intrattenimento e di cultura popolare, il mezzo che unificò linguisticamente l’italia.
nella direzione dei culturali tv di mario motta fu il capo delle storiche rubriche: almanacco, l’approdo, zoom, giovani, cronache della scienza e poi cordialmente, il programma di corrispondenza con pubblico, protagonisti andrea barbato, gian paolo cresci, enza sampò, bartolo ciccardini, gabriella farinon. in un afoso pomeriggio del luglio 67 (non avevo ancora ventun’anni) mi chiamò a sostituire immediatamente un redattore.
nel 1978 fondò raitre assieme a rossini. nel 1980 mike bongiorno, che aveva lasciato la rai per inventare i canali commerciali, convinse berlusconi a offrirgli di dirigere la nascente rete canale5. il distacco dall’azienda madre durò solo un anno. nel 1981 zavoli presidente, de luca dg e milano caporete lo richiamarono a raiuno di cui divenne direttore nel 1988..
nel 1994 fuscagni divenne presidente della sipra. nel 2000, su scelta della presidente moratti, fu responsabile rai del giubileo e poi vicedirettore della sala stampa. presidente di cinecittà dal 2004 al 2006. il curriculum completo delle sue esperienze professionali sarebbe troppo lungo.
l’amore di carlo per la sua azienda, la rai, è sempre intatto e continua con la sua vicinanza a chi fa i programmi .
vincenzo_gamna_l`autore_della_monaca_nana
vincenzo gamna
l’autore della monaca nana
sapeva inventare personaggi tra il grottesco, il paradossale e il vero, ritratti con ombre e movimenti morbidi che rivelavano significati sorprendenti. usò in televisione una tecnica cinematografica di allusioni sottili. parliamo di vincenzo gamna, un regista che è stato patrimonio della rai, scomparso a novant’anni nella sua carignano (1925-2016).
gamna si rivelò in televisione nel 1966 come autore di punta di giovani, il programma di gian paolo cresci che sollevò la questione giovanile due anni prima della contestazione. una sua inchiesta sul lavoro minorile fece scrivere a mario soldati:
“c’è più carità cristiana operante viva nella mezz’ora dell’inchiesta sui bambini che in otto puntate dei promessi sposi; qui abbiamo visto immagini più atroci di quelle della peste, abbiamo provato una pietà più immediata. l’inchiesta di gamna, che conoscevamo come delicato, anzi raffinato documentarista, qui si riscatta da ogni estetismo, affrontando con pudore e, al tempo stesso, con ardore una realtà così sconvolgente…”
vincenzo aveva fede e sensibilità mistica profonde; cercava di rendere, attraverso chiaroscuri, il senso misterioso di una presenza del soprannaturale. guardava però alla vita religiosa oscillando tra attrazione e ironia. nei corridoi della palazzina persichetti del cp teulada, dove erano collocate le redazioni e le moviole dei culturali tv negli anni 60, recitava per noi colleghi, impersonando figure di sua creazione come il matto sull’albero, la monaca nana e la sfilata di moda ecclesiastica, immagini che pochi anni dopo furono riprese da fellini in amarcord e in roma. altra figura toccante, in un doc degli anni sessanta, è la novizia che cade da una barca e rischia di annegare: confesserà che era stato un espediente per fare un bagno, proibito dalle regole monastiche, nel giorno del suo compleanno.
trasformò in epopea, per il programma facciamo insieme, da me curato nel 75, la vicenda di un gruppo di anziani torinesi che avevano acquistato un vecchio tram per farne un loro ritrovo indipendente.
sapeva rendere in pellicola, nell’eleganza del bianco e nero, l’interiorità di persone semplici. amava la 16 mm invertibile, molto più luminosa del negativo. abbinava artisticamente oggetti e sfondi a figure e situazioni, montando atmosfere uniche. i riferimenti visivi erano sempre attinenti e precisi, eleganti e raffinati fino a essere calligrafici. realizzò due inchieste con zavoli, sulla francia e sull’inghilterra.
molti autori di programmi volevano avere la sua impronta e la sua collaborazione. in rai lavorò intensamente come interno fino alla fine degli ottanta; ogni sua realizzazione presenta tratti di eccellenza. avrebbe meritato come regista e autore la produzione di grandi lavori ma non era un venditore di se stesso e così molti suoi soggetti formidabili rimasero nel cassetto.
in pensione si dedicò a opere teatrali, incentrate sulla storia e sulle tradizioni locali, che coinvolgevano tutta la popolazione di carignano. rai storia gli ha dedicato nel 2015 una puntata di cortoreale, serie sui cortometraggi italiani, a cura di marco bertozzi. i film e le storie di vincenzo gamna meriterebbero una manifestazione retrospettiva.
2014 la seconda festa degli augustei 24 ottobre
la seconda festa 24 ottobre 2014 ( nonostante lo sciopero dei trasporti pubblici)
apri la galleria a sx per vedere tutte le foto di paolo bruni
apri il pdf con l`articolo di il messaggero
l`emozione maggiore della festa degli augustei 2014 è stata vedere l`entusiasmo con cui alberto asor rosa si è presentato spontaneamente, sfidando il disagio dello sciopero dei trasporti, nella scuola dove prese la maturità nel 1951. sapeva di non trovare i suoi compagni e di incontrare forse alcuni suoi studenti dell`università; il famoso italianista, storico della letteratura, intellettuale e protagonista politico, è tornato compagno di banco dei ragazzi di oggi. asor ha portato il suo ultimo libro (letteratura italiana-la storia, i classici, l`identità nazionale- carocci 2014) in dono alla biblioteca della scuola (che purtroppo non funziona) ma è rimasto sorpreso per la completa assenza dell`attuale corpo docente, a tutti i livelli (evidentemente vigono oggi altri criteri rispetto a quelli cui ero abituato io): una festa animata solo dagli ex e dagli alunni in corso. ha parlato del quartiere appio latino a cavallo della guerra mondiale; una periferia allora che baciava prati e campagne oltre le mura aureliane. il suo libro autobiografico l` alba di un mondo nuovo (einaudi 2008) termina con la liberazione e la fine della sua infanzia. asor, sollecitato dagli augustei, ha promesso di scrivere il seguito (ci stava già pensando) sull`esperienza del liceo. l`augusto rappresentava (e lo è stato fino alla fine dei sessanta) il luogo del sapere e del riscatto sociale per i figli di una popolazione composta di piccoli impiegati, operai, artigiani, lavoratori dei mercati (rari i professionisti e gli intellettuali), famiglie in gran parte neo immigrate dal centro sud nella capitale. chi superava l`augusto, scuola pubblica con grande tradizione di severità, aveva la possibilità concreta, pur avendo i vestiti rammendati, di cambiare status sociale e di diventare classe dirigente.
il giornale studentesco augustus
raffaele d`agata (maturità 1964 c) ordinario di storia contemporanea, giorgio cazzella (1962 d) giornalista televisivo, bianca de matthaeis (1965 b) archeologa, nicola bruni (1960 d) giornalista e blogger, carla ferragina (1965 b) chimica, dirigente del cnr, piervittorio pinnola (1962 m) commerciante e scrittore, leonardo bonamoneta (1965 c) ingegnere, carmine pelliccioni (1965m) vice segretario nazionale anci, mario tonucci (1967 l) avvocato internazionale maurizio marchetti (1968 c) ortopedico giuseppe ligotti (1965m) scrittore e ferdinando stirati (1960 c), latinista e presidente degli ex alunni, hanno ricordato le discussioni intorno al giornale di istituto augustus di cui furono direttori e redattori. lorenzo caruso (1965 l) dirigente industriale, ha rievocato la banda rock gli arcangeli. annalisa picconi (1989 d ) attrice e giovanni sergio ( 1972 d) medico e scrittore, hanno proposto le citazioni latine su augusto. due autori televisivi clarissa montilla (1988 b) e dario marani (1988 b) stanno pensando ad un programma tv ambientato all` augusto.
il murale su augusto.
asor rosa ha osservato con tenerezza il contributo dell`ultimissima generazione di studenti: il murale del portico di via adria che raffigura l`imperatore, definito da valeria arnaldi su il messaggero , colori accesi e contrasti netti, un augusto decisamente pop. gli autori sono alunni in corso, gianluca barbacci e valerio saccone; l`iniziativa era stata presa dai due rappresentanti d`istituto, alessio angelucci ed enrico totti bilardo che hanno indetto un concorso interno con una commissione composta anche da tre professori d`arte e un rappresentante del personale ata. la realizzazione è stata finanziata con un fondo studentesco raccolto organizzando feste. alla fine è arrivata l`autorizzazione della presidenza; il murale è stato dipinto tra agosto e settembre 2014 e abbellisce un edificio che spicca purtroppo per bruttezza e scarsa funzionalità architettonica (figlio degli anni 50).
augustei illustri (vedi pagina augustei illustri aggiornata)
ogni generazione di studenti ha dato un contributo alla storia del liceo e il ritrovarsi tra generazioni diverse, ricordando questi passaggi storici, aumenta l`orgoglio di essersi formati nella scuola classica e stimola l`istituto a rinnovare con altre iniziative questa tradizione. questo è il senso dellafesta degli augustei, ribadito dagli insigniti del premio lina rocchi ( la storica segretaria) augustei illustri di quest` anno, robinio costi e silvana silvestri.
robinio costi (maturità 1963m) ex parlamentare e autore del processo ad augusto, rappresentato in campidoglio il 19 agosto (perché non riproporlo a via gela? il testo è stato dato in omaggio alla festa) ha ricordato la tradizione democratica degli augustei negli anni sessanta, quando l`area della scuola, estesa al quadraro e a cinecittà, era scena anche di violenza politica estremista.
silvana silvestri (1966f) direttrice del settimanale culturale alias/ilmanifesto, ha ricordato i suoi esordi nella carta stampata con l`augustus (62-66), il suo ingresso, durante l`università, nella redazione del manifesto e come, negli stessi anni, con il fratello roberto silvestri (sezione c), bruno restuccia, giancarlo guastini della sezione m (insieme a ottavio fatica, alberto abruzzese e beniamino placido) fondarono il cineclub politecnico, attività che, insiemeagli altri cineclub romani, sfociò nella grande avventura dell`estate romana di massenzio, una creazione di bruno restuccia con renato nicolini. ha ricordato il folto gruppo dei professionisti del cinema uscito dall`augusto, i critici cinematografici (come lei, roberto silvestri e claudio masenza) i produttori (restuccia e guastini), i manager della televisione (massimiliano fasoli), la montatrice cinematografica elvira castagnolo, oltre a riccardo tozzi ed enzo porcelli.