Posts by Daniele

plasmare il legno

vivere plasmando il legno

l’amore per il legno cominciò per caso: a metà degli anni sessanta un fulmine abbattè un albero di noce in una proprietà dei miei genitori in calabria. mia madre pensava di farne legna da ardere. mio cugino antonio corbo, architetto, mi suggerì di utilizzare l’essenza pregiata per una libreria. nel ’67, a ventuno anni, pensai un cosa agile, componibile e divisibile in modo da poter utilizzare al meglio le tavole che erano state segate corte e poco spesse per stagionarle in breve. nacque l`’idea delle scatole, in formati diversi  è con una costruzione a piramide senza viti. l’equilibrio statico è dato dal peso dei libri.  un vecchio artigiano le lavorò incastrandole a coda di rondine a mano, un’esecuzione oggi proibitiva. la libreria, dal nome coda di rondine (1968) funzionò, nonostante le perplessità della mia famiglia sull’assenza di connessioni e di agganci alla parete.  ci fu poi una sorpresa: la pianta era caduta in primavera, già in vegetazione e in lunazione. il legno di conseguenza  si tarlò con il terribile verme capricorno; imparai a eliminare l’infestazione con un lungo e paziente procedimento.

mi entusiasmai per questo lavoro insieme a mio padre che tagliò altri alberi  e li mise a stagionare. cominciò l’avventura di inventare mobili per la mia casa. studiai i maestri del campo, da rietveld a mies van der rohe, a gaudì a le corbusier, la bauhaus e la meravigliosa stagione del liberty.

nel ’78 la seconda libreria, poi un grande tavolo con lo scultore toni benetton che scolpì in ferro la base come rami d’ulivo intrecciati, un`opera d’arte. seguirono un armadio in quattordici elementi, un mobile scala e poi centinaia di pezzi componibili. ho realizzato finora librerie, tavoli, armadi, scale-armadio, letti, una cucina, pannelli decorativi, specchi e figure lignee: i serpesci, donne in burka, donne senza, annunciazione.

la produzione si è sviluppata da quando ho iniziato a lavorare con il maestro ebanista leonardo ciccarelli nel suo laboratorio di monsoreto di dinami in calabria. era il 1997 e ciccarelli non aveva ancora trent`anni.  progetto le opere, scelgo i legni dal taglio fino alla stagionatura, seguo tutte le lavorazioni eseguite dal maestro ebanista. 

ho iniziato a esporre in pubblico nel 2017 con colossea, poi i serpesci e colonnata (vedi pagine).

amo lavorare le essenze pregiate: noce, ulivo, olmo, ciliegio. sono essenze dure che richiedono esperienza e attrezzature professionali. nei progetti ripenso la visione tradizionale del mobile che deve essere morbido, caldo, accogliente, adattabile. l`opera si sviluppa dalla bellezza intrinseca della materia; le forme devono rispettare venature e colori, con linee moderne e radicate nel novecento. la composizione è in asimmetrie modulari, senza tradire l`uso e la fruibilità dell`oggetto che deve essere adattabile alla variabilità degli spazi e delle necessità. i profili sono tracciati a mano; ogni pezzo presenta una diversità. le giunture sono a incastro, prevalentemente senza colla. la lucidatura trasparente mantiene il colore naturale dell`essenza.

vedi la pagina: il lusso del massello

 

 

tempi di virginia zullo

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tempi di virginia zullo

in tempi di degrado urbano e non solo l’opera di antonio bruni ridona la speranza che roma possa ritrovare il suo rinascimento, ritornando a quello splendore che naturalmente l’appartiene, ai tempi di quel passato glorioso che la vide padrona del mondo con le sole armi della conoscenza e della bellezza. non invochiamo certo l’impero, ci mancherebbe altro, ma l’impero democratico della bellezza quello sì, perché solo l’arte, solo la cultura potrà salvare il mondo da ogni forma di barbarie e di degrado. il presidente del festival “un pensiero per roma” è l’artista antonio bruni che dal 20 al 27 ottobre presenterà alla galleria sordi la scultura- libreria “colossea”.

antonio bruni, racconta a tempi qual è il senso di questo festival d‘idee?
nel tempo della dispersione dei messaggi, dovuta all’abbondanza di mezzi di comunicazione, bisogna radunare idee e persone e concentrarle su obiettivi precisi. il festival d’idee “un pensiero per roma” più che offrire, chiede e raccoglie contributi di pensiero e di volontà.

come nasce questo festival e perché?
volevo che la mostra della mia scultura libreria colossea fosse collegata a un’azione collettiva. a cosa può servire una grande scaffalatura se non ad accogliere e mettere insieme pensieri, desideri, anche utopie (queste sono una molla del progresso) in maniera aperta e libera? il festival attorno a colossea, che ne diventa il simbolo e il luogo fisico e virtuale, è un appuntamento informale per mettere insieme e mostrare esperienze e proposte diverse. l’idea è nata spontaneamente parlandone tra amici. è stata fondata un’associazione onlus con tre scopi: abbellimento urbano, spazi per la cultura, valorizzazione di artisti. non abbiamo finanziamenti né pubblici né privati; le spese sono ridotte all’essenziale e le sostengono gli associati. l’organizzazione è solo volontariato. lo spazio, la prestigiosa e raffinata galleria alberto sordi, è stato messo a disposizione da sorgente group; un atto che ci ha consentito di cominciare. sono arrivati i primi riconoscimenti dell’iniziativa con il patrocinio gratuito di camera dei deputati, mibact, municipio roma i centro.

in cosa le piazze di roma potrebbero migliorare?
“sculture nelle piazze di roma contemporanea” è il tema di questa prima edizione del festival. la roma costruita dopo il 1930, attorno al patrimonio del centro storico, prevede poche piazze, oggi ridotte a rotatorie e parcheggi. bisogna dare alle piazze identità visiva e vivibilità come luogo d’incontro e di socializzazione. proponiamo quindi d’inserirvi una scultura moderna o classica, dai magazzini dei musei, creando attorno a essa uno spazio verde con una pedana e sedili fissi per consentire agli artisti di esibirsi e alle persone di sostare. riusciremo a cambiare il volto di qualche piazza? il festival vuol muovere proposte. la decisione spetterà poi a municipi e sovrintendenze.

qual è a suo parere il ruolo dell’arte nell’assetto urbanistico di una città?
l’arte è fondamentale per una città, al pari dei servizi e delle infrastrutture. non può essere chiamato “città” un agglomerato urbano che non presenti propri spunti di bellezza. non basta accontentarsi del patrimonio del passato, bisogna arricchirlo con elementi nuovi. si pensi al grande museo diffuso di arte contemporanea costituito dai duecento mosaici di artisti internazionali installati a spese di aziende private nelle stazioni della metropolitana romana e ai nuovi grandi dipinti murali (non gli sfregi dei teppisti) nei quartieri di periferia.

la sua opera è una grande libreria virtuale, dunque un invito non solo alla bellezza ma alla conoscenza?
la forma spirale, che ricorda il colosseo, simboleggia il sapere che avvolge la persona ma non rinchiude e non esclude. la creazione di una libreria, in un tempo in cui il libro sembra destinato a uscire dal mercato, è una sfida alla dispersione e alla superficialità. gli elementi che compongono l’istallazione sono tutti diseguali, come deve essere la pluralità delle espressioni. una biblioteca poi deve essere un luogo piacevole da frequentare, non polveroso e stantio.

la bellezza salverà il mondo?
la bellezza è un elemento fondamentale della spiritualità. la sua visione induce alla riflessione e alla meditazione. rispetto della persona e rispetto della bellezza sono due doveri morali fondamentali. chi commette stragi di persone commette anche stragi di bellezza.

di seguito la poesia colossea di antonio bruni

raccoglie in abbraccio spirale
complessi cammini di studio
intrecci notizie astrazioni
immagini suoni grafie
sviluppo simile al legno
venato silenzio colori
distingue rami pensiero
caduco conoscere tavole
offrendo conserva difende

leggi di più: antonio bruni e il suo pensiero per roma | tempi.it 
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esporre l`arte:esperti e artisti giovedì 26 ottobre 2017

 esporre l’arte: esperti e artisti – giovedi 26  ottobre ore 19  
foto in basso e a sx in galleria

federico fazzuoli , autore televisivo,  conduce

cosimo cinieri  interpreta colossea 

irma immacolata palazzo interpreta giacigli sul travertino

annabella calabrese, interpreta il velodromo dell’eur, la ciminiera di baldo degli ubaldi, lo stadio flaminio

poesie di antonio bruni

vitaliano tiberia – storico dell’arte – il monumento di tamburrini al largo bompiani

” e` necessario fare una grande campagna di restauri e/o puliture dei monumenti esistenti nelle piazze romane, che, soprattutto nelle zone fuori della cinta muraria, presentano non pochi segni di sofferenza e di abbandono ad asportazioni e ad atti vandalici di varia natura. contestualmente è auspicabile una riqualificazione del patrimonio arboreo e degli arredi (per esempio, le panchine distrutte da atti vandalici), nelle ville, nei parchi (quello della caffarella ne avrebbe tanto bisogno), nelle strade e nelle piazze, in cui dovrebbero emergere nuovi monumenti, considerando, per eseguirli, soprattutto bravi giovani artisti. purtroppo, il comune di roma, per vari motivi, in molte zone della città, non effettua più da anni la periodica, indispensabile, manutenzione del patrimonio arboreo con potature, ma si limita a prendere atto del degrado, intervenendo con tagli di alberi senza provvedere alla piantumazione di nuovi. in molte vie romane si vede il triste spettacolo di file di tronchi recisi (tristi scheletri della natura), che non sono stati sostituiti con nuovi alberi.in sintesi, arte e natura possono aprire una nuova ampia e serena pagina sul volto rinnovato di roma. in questo senso, la scultura colossea di antonio bruni dà alla discussione, che ci si augura proficua nei fatti, un contributo teoretico significativo: rivivere simbolicamente il colosseo attraverso la presenza del legno (il materiale delle librerie) lavorato dall`uomo, ambedue cari ad un`epoca, anzi ad un mondo, roma pagana, in cui ai contesti naturalistici ed alle sculture monumentali si attribuiva un significato religioso, quindi di alto valore sociale, così che gli uomini li vedevano come luoghi di vita, come un dono da rispettare e da vivere. facciamo innamorare i romani della loro città”.

a un pensiero per roma propongo: restaurare il monumento ai “valori futuribili della resistenza”, di giuseppe tamburrini, in largo bompiani (quartiere ardeatino).

la piazza è bella ed è qualificata storicamente e artisticamente da un bel monumento di rame, che definisco del ricordo e dell`insegnamento, che giuseppe tamburrini, una quarantina d`anni fa, volle dedicare “ai valori futuribili della resistenza” (siamo ad un centinaio di metri dal sacrario delle fosse ardeatine). purtroppo l`incuria delle varie amministrazioni comunali non ha saputo proteggere questo bel monumento e la sua didascalia su pannello separato, fatti reiteratamente oggetto di vandali di varia “ispirazione”; solo la buona volontà di alcuni cittadini e le mie segnalazioni a varie autorità (comune, mibac, presidenza della repubblica, comando generale dell`arma dei carabinieri….) ed alla vedova di tamburrini ha rallentato il processo di disgregazione di questo monumento e di abbandono dell`area verde in cui campeggia, anche se si potrebbe fare molto di più. 

dante fasciolo – giornalista – la pigna spazio spirituale per gli artisti

beatrice mastrorilli – storica dell’arte –
sculture create per le piazzele finalità del festival “un pensiero per roma” bene si sposano con i principi dell`arte pubblica nello spazio urbano, intesa come intervento artistico al di fuori di musei e gallerie, il cui valore intrinseco riguarda l`aspetto collettivo della fruibilità e del coinvolgimento emotivo ancorché fisico della popolazione civile partendo dal presupposto del miglioramento della qualità della vita dei cittadini stessi e della rigenerazione territoriale.

punto essenziale nella realizzazione di un progetto di arte urbana e di un “museo diffuso” è l`idea di inserire opere “site specific”, realizzate appositamente per quel luogo, che ad esso si leghino riferendosi al suo contesto ed alle preesistenze storiche, culturali, architettoniche che siano in grado di modificare la percezione dello spazio  senza arrecare disturbo né estetico né sociale. obiettivo raggiungibile grazie al coinvolgimento diretto delle comunità locali, degli artisti, dei progettisti e non ultime delle amministrazioni locali nella progettazione e nell’installazione delle opere stesse.

 

anna rosa mattei – scrittrice- i segreti delle piazze

immagino una città che possa e sappia manifestarsi ed esprimersi attraverso tutte le sue identità storiche, artistiche e antropologiche, in modo che passato e presente dialoghino senza prevaricazioni dell’uno sull`altro; una roma in cui non si abbattano alberi e non si distruggano giardini storici per fare scavi archeologici che poi vengono abbandonati a se stessi senza un progetto di riqualificazione e fruizione (il caso di piazza venezia, di via alessandrina e soprattutto di via dei fori imperiali); una roma non ingombrata e imbruttita, proprio nel suo cuore archeologico, da eterni cantieri per opere pubbliche mal concepite (vedi il caso della metro c a pochi metri dal colosseo). immagino una roma gratuita, che non preveda biglietti d’ingresso nelle aree vive e vissute, che appartenga a tutti coloro che la vivono quotidianamente: vale a dire, soprattutto ai suoi cittadini; ma anche a quelli che ne conoscono la meravigliosa storia e a quelli  che desiderano conoscerla, ai viaggiatori qualificati e non ai turisti massificati che la affollano e la imbrattano. immagino una roma che recuperi in pieno la sua meravigliosa qualità dell’aria, che conservi e accresca il suo eccellente patrimonio di verde pubblico: una città in cui si possa camminare con sommo piacere per svolgere le proprie attività guardandosi intorno, riconoscendo ogni giorno la bellezza inesauribile del suo archivio segreto di memorie storiche, artistiche e ambientali.

 

 

 

elettrolettera 240 nomi a memoria

elettrolettera 240 poesia nomi a memoria e inviti culturali – per riceverla (è gratuita) scrivere a [email protected]

logo

elettrolettera
una poesia e inviti culturali

27 gennaio 2018 n°240 anno xiv

http//www.antoniobruni.it

elaborata da wedot.net

nomi a memoria

i nomi battono in storia
risuonano lunghe famiglie
marcati in elenchi crudeli
risaltano in pietre d`inciampo
orchestrano nella memoria
concerto di volti straziati
mestizia di voci recise
citarli diventadovere
è monito a scelte dell`uomo.

http://www.antoniobruni.it/view.aspx?id=666

pietra d`inciampo -portico di ottavia- roma
`

27 gennaio 2018 giorno della memoria
l`associazione nazionale partigiani cristiani presenta
nomi a memoria
di antonio bruni
poesia interpretata da federico pacifici
video girato al portico di ottavia – youtube

https://youtu.be/6wy3nxw5lne

versione inglese di rodolfo longo –
casa madre del mutilato di guerra –

piazza adriana 3, roma

federico pacifici

names to memorize
their names throb in history
solid families sound back
recorded in merciless lists
they stand out as stones in the way
arrayed in our memory
a display of torn faces
of grievous severed voices
it is our duty to mention them
a warning to man`s choices.

translation by rodolfo longo

http://www.antoniobruni.it/view.aspx?id=666

teatro brancaccino via mecenate 2 roma
sabato 27gennaio ore 20 e domenica 28 ore 18,45
giovanna mori in
la gallina, la guerra e io
di e regia giovanna mori

 

teatro l`aura vicolo di pietra papa roma marconi
sabato 27 ore 21 domenica 28 ore18
helene olivi borghese, michele carnevale, marco lupi e laura monaco in
che casino…la memoria
di laura monaco
regia di rossella serrato

 

 

biblioteca pasolini – viale caduti resistenza, 410 roma (spinaceto)
lunedì 12 febbraio ore 17
antonio bruni e marisa paolucci con l`autore presentano il romanzo di leandro lucchetti
bora scura

la saga del confine d`oriente.

trilogia (ed. robin&sons)

 

palazzo del campidoglio sala del carroccio
giovedì 1 febbraio ore 17
david riondino e maurizio fiorilla

presentano il libro di
dario pisano nel mezzo del cammin di nostra vita
dante petrarca boccaccio visti da vicino-

mimesis editore

 

teatro della cometa via del teatro di marcello roma
dal 2 al 18 febbraio
sandra collodel e bruno macallini
ti farò felice (le bonheur) di eric assous
regia di marco lucchesi

 

studio via raffaele caverni roma ottaviano
sabato 3 febbraio 2018 ore 15

poesia come vita

recitare dante
laboratorio teorico-pratico su la divina commedia
a cura di marta scelli
per ciascun incontro € 25,00 + iva max12 iscritti
info 333.7090779

 

teatro ambra jovinelli

via g.pepe 43 (metro a vittorio)
martedi 13 febbraio ore 17
marisa rodano, francesco rutelli, valter veltroni presentano il libro di

roberto morassut

le borgate e il dopoguerra a roma

 

associazione iter-per roma via nazionale 66 roma
venerdì 16 febbraio ore 20

le cene di iter-per roma
a cura di marco ravaglioli e simone ferrari

maria callas e roma
ospite d`onore franco onorati
autore del saggio “le stagioni romane della callas” (edilazio)

cena 35 euro

teatro roma via umbertide 3 roma appio
fino all`11 febbraio

antonio catania,nicolas vaporidis,

maurizio mattioli, gabriella silvestri in

l`operazione

scritto e diretto da stefano reali

fondazione marco besso

largo di torre argentina 11 roma
venerdì 16 febbraio ore 17
claudio strinati, nicoletta cardano, ennio bispuri presentano il libro di

enzo flammia storia dell`arte della cartapesta

(dino audino ed)

camec centro arte moderna e contemporanea

la spezia
fino al 29 aprile
mostra a cura di giosué allegrini e marzia ratti
poetry and pottery
un`inedita avventura fra ceramica e poesia visiva

valmore studio arte
contrà porta santa croce vicenza
dal 26 gennaio

dario perez flores
dinamiche cromatiche

opere dagli anni 70 a oggi
http://www.valmore.it

per segnalare gli eventi inviare un comunicato in word (non pdf) e una foto

info@antoniobruni.it

letizia e raffaele – sognando i serpesci

letizia e il tamburino  da  sognando i serpesci

 video interpretazione di (premere sul nome)  marta_scelli   ornella_cerro

letizia e il tamburino  da  sognando i serpesci

il nostro è un paese silenzioso; si sente solo il rumore del fiume, un rigo d’acqua che precipita in una fessura.

mi sembra di abitare sulla lama di un coltello tanto è stretto; dalla piazza scende solo una stradina lunga lunga, quella dove è casa mia e con questa termina il paese. da una parte c’è uno strapiombo; dall’altra una discesa ripida sulla strada provinciale.  in questa viuzza stretta passa a stento una macchina e solo nel senso della discesa. 

tutte casupole minime, costruite senza criterio. dei tre palazzetti signorili, uno solo è semi abitato.  non c’è quasi più nessuno. le case si riempiono solo ad agosto, quando tornano i villeggianti.

di giorno ascolto la radio, mi tiene compagnia mentre lavoro o sbrigo le faccende. ascolto le voci e penso alla faccia di chi parla. preferisco immaginarla a modo mio e mi invento uomini bellissimi: alti e forti quelli con la voce profonda, giovani e snelli quelli più simpatici, ma anche i grassoni e i vecchi pieni di grinze e quelli antipatici.

quando vedo la gente in televisione, rimango delusa; le facce sono finte, truccate. perciò la guardo poco, la sera. poi mi sembra che per radio le voci siano più belle, aggraziate, eleganti, distanti dal nostro dialetto che è rozzo e volgare.

faccio la sarta in casa ma non faccio vestiti; non me li ordina più nessuno; faccio gli orli alle giacche per una fabbrica di confezioni qui vicino. li vado a prendere e li riporto una volta alla settimana, in corriera, e così mi sposto, esco dal paese e vado nel centro più grande dov’è la fabbrica. non è una città, è un paesone brutto ma almeno lì c’è vita: botteghe, vetrine, caffè, giovani. faccio anche la spesa e guardo le persone che passano per strada. qui invece non si vede nessuno

c’è solo raffaele che rompe il silenzio e anche le scatole, e tanto!
e’ il figlio di una mia cugina, ha trent’anni ed è scemo dalla nascita.

e’ buono, non fa male a una mosca!

tutte le mattine sale sul tetto di casa sua, che è difronte alla mia, dall’altra parte del vicolo.  il tetto non è ripido e scende su un terrazzino, non c’è pericolo, si può stare tranquilli.

da una parte il tetto è fatto ancora di vecchie tegole mentre sull’altro lato dell’abbaino la copertura è nuova , di una materiale che non so, sembra metallo.

raffele ha due mazze di tamburo e una di grancassa; erano del nonno che suonava nella banda del paese, quando era popolato. adesso, anche se mettete tutti gli abitanti insieme, non basterebbero a fare una banda. 

i tamburi e la grancassa non ci sono più! sono rimaste solo le mazze.

 

raffaele vorrebbe suonare come suo nonno, fare il tamburino, ma non ha gli strumenti né la banda.

e allora sale sul tetto e batte sulle tegole e così si esibisce di fronte al mondo!

 

ha scoperto che in punti diversi il suono cambia; sulle tegole nuove è metallico, su quelle vecchie è più sordo, ma non è sempre lo stesso, dipende da cosa c’è sotto.

 allunga le braccia per battere in più punti come se avesse davanti uno strumento enorme (come si chiama quello che si vede in tivù? xilogra…? xilofano?)

 

con la voce intona marce militari e si accompagna con questo grande tamburo, batte il tempo. tun turutun tun turutun, tunturun tun tun  

si sgola, suda, si affatica ma non la smette mai.

quando si sente in forma è capace di andare avanti anche per due o tre ore.

solo quando piove smette perché il suono sul bagnato non esce.

quando termina è sfinito ma felice e mi chiede sempre: letizia ti è piaciuto il mio concerto?

qualche volta mi diverte e mi fa tenerezza, ma spesso non lo sopporto.

l’altra mattina avevo dormito male e mi sono svegliata con un mal di testa che non è andato via nemmeno con due caffè. mi faceva male anche la pancia.

 

raffaele ha cominciato a pestare le tegole come una furia e più il rumore aumentava, più rideva.

 

ho retto, ho retto ma poi ho aperto la finestra e gli ho gridato:

“raffaele smettila! mi sento male, ho la testa che scoppia, non ce la faccio più a sentirti!”

 

lui si è fermato e sembrava sorpreso, poi mi ha detto:

 

“oh letizia e tu parli?    e che devo dire io che devo battere tutti i giorni per ore e ore ed ho le orecchie rotte e le braccia che mi fanno male?”

elettrolettera 253 il colore dei silenzi 7 dicembre 2018

elettrolettera 253 il colore dei silenzi 7 dicembre 2018

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elettrolettera
una poesia e inviti culturali

7 dicembre 2018

n°253 anno xiv

http://www.antoniobruni.it/

elaborata da wedot.net

il colore dei silenzi

 

il freddo assume colore
delinea e sfuma contorni
disteso in umani silenzi
accoglie le timide luci
nel buio che domina il giorno
e cela i sentieri di vita.

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marco affaitati

giuseppe panico interpreta il colore dei silenzi

https://youtu.be/mjkzoqcm1z0

nuovo cinema aquila via l`aquila 66 roma pigneto
7- 8- 9 dicembre ore 21,40
angelique cavallari, maya murofushi,

piergiorgio bellocchio, antonia liskova,
seguimi
un film di claudio sestieri

teatro golden via taranto 38 roma
fino al 16 dicembre
mariano rigillo, anna teresa rossini, giancarlo ratti, claudia campagnola, stefano sarcinelli
vi presento papà
regia toni fornari

ambasciata di svezia
piazza di pietra roma
lunedì 10 dicembre ore 19
concerto
santa lucia svedese
coro del liceo musicale di stoccolma
gratuito

palazzo maffei marescotti –

via della pigna 13 roma argentina
giovedi 13 dicembre 2018 ore 10.30
anno del cibo
mostra d`arte
conferenza nazionale del movimento azzurro
“cibo per l`uomo: antropologia e religiosità”
con ernesto di renzogaspare mura
degustazione di prodotti abruzzesi
gratuito

teatro flaiano

via santo stefano del cacco roma argentina
fino al 16 dicembre ore 21 do ore 17
il discorso del capitano
di e con giuseppe manfridi
regia di claudio boccaccini
musiche di antonio di pofi

museo bilotti aranciera di villa borghese
fino al 17 febbraio
mostra
giacomo balla a villa borghese
antologica delle opere dipinte in villa

a cura di elena gigli

teatro manzoni via monte zebio roma mazzini
fino al 23 dicembre
pamela villoresi, blas roca rey,

patrizia pellegrino, paolo roca rey
confidenze pericolose
di daniela morelli regia di diego ruiz

magtre studio cortile dell`arte
via flaminia 26 roma piazza popolo
dal 13 al 21 dicembre
la calma non ha confine
personale di marco affaitati
gratuito

 

 

 

 

 

 

galleria della pigna
via della pigna 13 roma argentina
sabato 15 dicembre ore 17,30
dante fasciolo e laura de luca

presentano il libro di
martine brochard
i miracoli esistono solo per quelli che ci credono
la fontana di siloe ed.
gratuito

mise en scene galerie d`art
rue louis de savoie – morges svizzera
fino al 30 marzo 2019
la nature est un spectacle

et l`artiste est un passeur d`emotion
mostra con jean-matthieu domon fotografo
gratuito

museo bucintoro –magazzini del sale-

dorsoduro 263 venezia
da sabato 15 dicembre al 3 gennaio
marco zentilomo, giuseppe goisis, daniele spero, giovambattista pozzan presentano
lareligionedel mio tempo
mostra di gabriele morleo
gratuito

fondazione renata tebaldi

istituto musicale sammarinese
basilica del santo

repubblica di san marino
sabato 15 dicembre ore 16,30
omaggio a renata tebaldi

valmore studio d`arte

contrà santa croce vicenza
fino al 18 gennaio
mostra
joel stein e gli amici del grav
gratuito

per segnalare gli eventi inviare un comunicato in word (non pdf) e una foto

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diario dei visitatori colonnata galleria sordi

dal diario dei visitatori 

meditazione nell’abbraccio di colonnata- galleria sordi maggio 2019

ho riportato le frasi leggibili, firmate e non firmate (il punto ? significa incertezza nel decifrare il nome o assenza di firma). non sono state riportate frasi scritte in lingue diverse dall’italiano e non decifrabili, alcune in altri alfabeti. e’ possibile però leggere nella sua integrità il diario dei visitatori, pubblicato nel pdf a sx.

############ 

e’ proficuo l’interno, il cerchio, il considerare possibilità di amorevole abbraccio linee morbide e avvolgenti. angela ancona

c’è più bisogno di amore che di pane, l’abbraccio è il preludio del nostro amore. massimo (?)

l’abbraccio è la migliore medicina al mondo, è gratuito ma molto efficace. roberto (?)

finalmente il genio si fa spazio. ferdinando di donna

e’ come sentirsi dentro uno strumento musicale. muriecen (?)

simpatico e originale. dorisa balai

la semplicità delle grandi idee. marcello gabianelli

sembra il palazzo reale della regina elisabetta. giacomo rondelli (?)

ho fermato il mio tempo per un minuto. al di là scorreva il flusso normale. e’ stato una sorta di portale, dove lo sguardo è andato oltre. (non firmato)

ho chiuso gli occhi per un minuto e immaginato il sole… e il silenzio in questa meravigliosa e affollata galleria. daniela

entrare e pensare all’idea di roma . franco scapinadio (?)

perdersi oltre il rumore. franca (?)

grazie per aver rinnovato l’emozione dell’arte, della bellezza profonda che stimola ogni volta, che riaccende la passione, quella vocina che grida in sordina, che spera… barbara

splendida l’idea dell’abbraccio della cultura. elena sanità (?)

un cerchio multidimensionale con finestre infinite che si affacciano sull’infinito che fanno vivere una realtà molto più pregnante: oltre flatlandia. nunzio lucarelli

una gabbia, un groppo alla gola, voglia di uscirne ma incapace di farlo! chiusa in uno spazio aperto. marina

io non ho provato nulla! paola trento

un abbraccio universale. alba

esperienza nuova. lella

meditare su roma…molto intrigante; bando alle lamentele. essere abbracciati dalla speranza dei libri. piera panzeri

sarebbe bello studiare sempre in mezzo alla gente, così come la si vede tra questi scaffali di legno. marta

coinvolgente e motivante a cercare un’idea universale. (?)

io amo leggere tanto e bene; che bello fermarsi e pensare di leggere. le parole viaggiano libere. carla peparini

bellissima con un’idea di leggerezza. rosa maria lacquariti

un arrêt pour penser a toi que j’aime, a ma compagne de tyrs. (…) merci pour ce moment de calm enterieur. je t’offre ma pensée, ma force, mon energie. martine switzerland

questa scultura è molto interessante anche se la capisco poco. molto bravo il signore che me l’ha spiegata. (?)

la struttura che staglia con lo sfondo della colonna di marc’aurelio (!) fa sentire come la fusione dell’idea artistica e della mano dell’uomo possono creare una possibilità di staccarsi della adesione al suolo terreno e librarsi in alto. (?)

quante armonie di forme nelle strutture che ci avvolgono. la cupola appena accennata è punto di convergenza e di partenza di un percorso non concluso. il legno anche ci ringrazia. (?)

oltre al vociferare del posto, ho trovato rassicurante e rilassante l’opera. grazie. simone m.

learning by doing- keep silence. emil  (germany)

l’opera è (…) su un pavimento in mosaico e davanti all’arco di traiano (!)  quindi è difficile apprezzarne l’essenza, comunque nonostante il metallico ingresso e il verde dell’uscita di sicurezza, starci dentro avvolge. laura

strano ma bello, fate riflettere tutti quelli che passano. elisa

ho pensato, meditato e mi è venuto in mente il lardo… di colonnata. (?)

l’abbraccio della colonnata è una scusa, un momento per pensare agli occhi della gente e non ti giudica. (?)

love is an addiction  that makes beggars of us all. gabriel

molto  creativa come idea! mi piacerebbe averla in casa per collocare tutti i libri che ho. poi stare al centro in una poltrona e  guardarmeli! maria riparta massaro

idea geniale! stupenda! giuliana

earth without art is just “eh”  nicco

avvolgente, protettivo, porta tranquillità. hanna

carino, ci avrei messo le lucette. (?)

con la luce che entra da via del corso dà un’idea di pace e sensazione di benessere. (?)

wow bello il colonnate dentro la galleria, mi piace (?)

interessante l’idea delle diversità interconnesse. esteticamente andrebbe risistemata al naturale.

stefania

emozionante e d’impatto, ti induce a un abbraccio. (?)

buon impatto visivo. disposizione intelligente di pezzi abbastanza simili tra loro che, se non fossero disposti in cerchio, avrebbero poco senso. (?)

e’ stato molto interessante trovare quest’istallazione proprio qui nella galleria. mi sono persa cercando di capire la simmetria e l’equilibrio che tiene insieme i pezzi. molto bello e suggestivo. sofia antonaci

la bellezza consiste nel saper abbracciare il vuoto. emilio

ci riporta all’essenziale. giuseppe

this is a beautiful work +beautiful meditation on peace. mayine

una bellissima opera. alberto molinari

si può meditare ovunque, farlo qui così è speciale. (?)

e’ stato un abbraccio intenso a colonnata; ad immaginarla piena di libri sarebbe stato ancora più caldo. (?)

prova a contare fino a 60… scoprirai quanti pensieri e quante parole possono correre libere. valeria

momento essenziale per entrare in pensiero dalla dura quotidianità. (?)

l’abbraccio di piazza san pietro piccolo e caldo di legno. (?)

riempite il vostro spazio con i libri e troverete sempre un miglior amico per ogni situazione della vita tramite la conoscenza. conosciamo meglio noi stessi. giulia gerassimova

infonde senso di tranquillità e serenità nel vedere l’opera. cosenza

abbiamo bisogno degli alberi, stiamo soffocando nel cemento e siamo infelici: lo spazio vuoto che vedo, attraverso il legno è l’infinito che, nonostante tutto, abbiamo dentro e non ci abbandona. grazie. laura luciani

in un contesto movimentato come quello di una galleria, quest’opera dona un senso di pace, rilassamento e permette allo spettatore di riflettere. ylenia de filippo

come la piazza di san pietro, questa custodia del sapere abbraccia la varia e vasta umanità che vi si raccoglie. cinzia momigliano

che tutto l’amore, la bellezza e la gioia che hai espresso in questa tua opera possano colmare tanti cuori nell’unico, infinito abbraccio. roberta

che intreccio di pensieri forti: roma politica, roma religiosa, roma artistica in un solo abbraccio da un’ingegnosa colonnata. mario tiberi (?)

oggi santa rita, un pensiero va alla mia amica rita… che tutto si risolva nel migliore dei modi. luisella

toccare il legno ciliegio massello è un piacere che non conoscevo da tempo. (?)

lovely this place.it feels like being in a cloud. jane

particolare idea. avere la casa giusta la comprerei. rita

per invogliare metteri libri da prendere e lasciare. bell’istallazione. (?)

una bellissima opera per l’introspezione dell’anima: roma attraverso il pensiero pensato e non pensante. mauro silvi

un’idea veramnete incredibile. loredana marconi

siamo tutti alla ricerca di un luogo dove meditare. w la creatività. marina pizzi

l’abbraccio di roma è più forte di qualsiasi miseria umana. maicol gregoris

l’emozione provata davanti a questa opera non riesco a scriverla. patrizia

questo spazi vuoti devono essere colmati dai nostri pensieri e io voglio esprimere un pensiero: che l’uomo si abbracci in un’unica materia. jeanfilip

la cultura, l’arte e la religione sono contenute in questo luogo creato dal pensiero dell’uomo. nicco e jalk

a me non piace per niente. fate spazio. jacopo

molto bella. si sente la positività ma manca l’anima. appare un po’ vuota. giuliana

perché la cultura possa essere d’ispirazione ai giovani che si affacciano al futuro. reffi e raffi

grazie per avermi dato la possibilità di vedere un’opera d’arte contemporanea. (?)

una bellissima idea da riempire di idee, pensieri… e libri, ricordi, raccolti in giro per il mondo. (?)

complimenti all’artista per il suo talento e la sua opera d’arte che ci invita, in questo mondo frettoloso alla serenità , a sentire l’abbraccio gratuito e generoso dell’artista. (?)

sono passata di qui con un gruppo di turisti che hanno ammirato quest (?) gli ho spiegato il senso (?) e hanno apprezzato. la guida turistica uliana (?)

periti del monte di pietà di roma concordano il concetto intellettuale  esposto in questa splendida cornice. (?) (?)

uno spazio che ci circonda, una famiglia che ci abbraccia, le radici di un’arte che ci rappresenta. bea e lalli

certe volte, nei momenti più difficili e bui, ciò di cui abbiamo veramente bisogno è un pensiero che ci abbracci e che ci riempia di vita. gabriele

sono di roma ma vivo in inghilterra da una vita. e’ assolutamente favoloso vedere queste iniziative artistiche nella mia città e mi fanno venire la voglia di tornare. belli il riferimento al bernini e ai libri di cui non ci dobbiamo mai dimenticare e la meditazione. carla p.

e’ un’opera straordinaria che unisce arte e cultura. sarebbe un songo per me avere una scultura tale in una mia casa che dovrebbe essere una reggia, il contenitore ideale per la mia biblioteca di filosofia. bravi tutti: l’autore e che ha ideato la mostra. daniela crismi da palermo

roma rivista in ciliegio. un’idea che ritengo originale in quanto riporta la città ad una profonda dimensione naturale, fa immedesimarla nella natura stessa. un grazie all’autore dell’opera per aver fatto quest’omaggio ai romani e a roma. stefano luppino

grazie all’artista, ideatore e fautore di questa incredibile esposizione che ci ha permesso di viaggiare con la mente in una roma di altri tempi dove i ritmi sono meno frenetici e c’è più spazio per l’espressione del proprio io interiore. un abbraccio come quello di questa colonnata. laura e ludovica

ispira tranquillità e bellezza, nel movimento e il rumore che c’è intorno, dentro c’è silenzio e pace. lida belova

 

 

 

 

 

 

 

      

 

federalismo televisivo o programmi regionali?

federalismo televisivo o programmi regionali? 

nuova armonia rivista rai senior n.2/2018 

c’era una volta 

tivù regionale
 immette il suo occhio

in fabbriche e in case
tra piazze e parrocchie

ascolta lagnanze
dà spazio agli ingegni

nei luoghi dell’arte
diffusi in provincia

in scena gli artisti
non noti ma eccelsi

ricerca nei borghi
la nuova cultura

dai media ignorata
accetta i dialetti
ma anche stranieri

è minima e povera
 vivace e concreta

www.antoniobruni.it

 

federalismo televisivo o programmi regionali?

(nuova armonia rai senior 2010n.6 scarica pdf a sx)

federalismo televisivo?  ci fu un’esperienza molto forte tra il 1979 e il 1987 quando nacque raitre che doveva essere la rete regional-nazionale.  qual era il progetto? a dieci anni dall’istituzione delle regioni si voleva fornirle di uno strumento pubblico di comunicazione al servizio del territorio. un telegiornale regionale tutti i giorni alle 19 e due programmi settimanali di mezz’ora (rr, regionale per regionale), ed alcuni programmi realizzati in regione da trasmettere in rete nazionale (rn regionale per nazionale). si doveva dare spazio ai temi locali, trovare talenti, far emergere creatività, ricchezza culturale ma anche mostrare pluralismo e diversità.  bisognava mettere in piedi nelle ventuno sedi regionali (trento e bolzano sono due diverse unità) strutture in grado di produrre; fino allora le sedi realizzavano solo una fascia radiofonica quotidiana di un’ora. furono assunti per concorso nazionale quattro programmisti registi e quattro giornalisti per regione e da quella difficile selezione entrò in azienda  una classe notevole di cervelli; alcuni  di essi hanno raggiunto alti gradi o notorietà: giuseppe giulietti, enrico ghezzi, sergio valzania, roberto olla, daniela tagliafico, ezio trussoni, ma si potrebbero fare tanti altri nomi.

in quel periodo ero autore in video di programmi dedicati ad un tema e ad una parola allora sconosciuti: il volontariato; avevo inoltre un’esperienza di associazioni di base, dai giornali studenteschi alla nascente ecologia. mi mandarono nel 1978 ad aosta e nel 1980 a venezia per fondare le strutture di programmazione. ero il più giovane dirigente e sono l’ultimo rimasto in azienda  di quella  generazione di programmisti. bisognava cominciare da capo facendo partire immediatamente il treno: addestrare i giovani registi, coltissimi ma inesperti, creare una rete di collaboratori, individuare gli argomenti  da proporre al pubblico e, cosa rilevante, fare i conti  con la scarsità di mezzi disponibili; per realizzare un programma di trenta minuti avevamo in media due milioni di lire, tre giorni di riprese e tre di montaggio. con un criterio che ancora oggi non comprendo, l’azienda installò in ogni  sede uno studio televisivo piccolissimo, in coabitazione tra telegiornale e programmi, anche laddove si disponeva  di locali ben più ampi. la convivenza tra informazione e programmi creava attriti continui perché ognuno doveva difendere i propri spazi di produzione, insufficienti per entrambi; questo contrasto, insito nel modello delle sedi, portò alla fine della rete regionale nel 1987. l’azienda decise di chiudere gli spazi dei programmi assegnando tutte le risorse disponibili alle redazioni dei tg. raitre fu trasformata in una rete nazionale al pari delle altre. il taglio non sortì risultati positivi: non saziò le necessità delle redazioni, che continuarono a rivendicare altre risorse e il risparmio di bilancio fu irrisorio. per contro le regioni furono private di spazi televisivi di approfondimento che risultavano importanti e graditi a livello locale perché il pubblico vi si riconosceva.  pochi protestarono e furono gruppi culturali e sociali, non i politici locali che erano interessati solo a notizie, interviste, polemiche locali e resoconti di convegni ovvero alle cronache del palazzo.
per dare un’idea del servizio reso dai programmi ecco alcuni dati dell’esperienza del veneto dall’80 all’87 in trasmissione regionale: novanta programmi dedicati a ritratti di personalità (scrittori, artisti figurativi, musicisti, filosofi, imprenditori, scienziati, religiosi, realizzatori di opere di solidarietà e di assistenza, artisti della scena) una galleria completa dei veneti più illustri di quegli anni. cinquanta esecuzioni di compagnie locali di musica, teatro, danza. documentari sulle grandi mostre d’arte e sui musei. inchieste sulla vita religiosa, sugli atenei, sulle fabbriche, sulle allora fiorenti aziende artigiane, sui trasporti regionali, sui parchi, sul mantenimento delle dimore storiche. molte storie di persone semplici, vicende famigliari, inventori e personaggi bizzarri, filastrocche e proverbi dialettali. la cucina veneta entrò in scena molto prima che la gastronomia inflazionasse le reti nazionali.  molti furono i programmi realizzati per il nazionale insieme a grandi e a piccole istituzioni culturali: la biennale, la fenice, l’arena, il teatro olimpico. furono anni in cui si tratteggiò un ritratto televisivo del veneto e dei veneti completo in tutti gli aspetti, come affermò pubblicamente il poeta e scrittore bino rebellato.  rilevante la possibilità, oggi rarissima, data a autori e registi, interni rai ed esterni, di esercitarsi con i mezzi di produzione e di esprimersi realizzando con libertà i programmi. tra i collaboratori di quella stagione alcuni sarebbero diventati comunque famosi, come alfredo meocci, vittorio sgarbi, riccardo calimani, gigi marzullo, carlo mazzacurati, i fratello manfio, donella del monaco, alfredo tisocco, miriam meghnagi; altri, giovanissimi, nella rete regionale si affermarono professionisti come i registi ornella barreca, antonello belluco e luigi zannini, le conduttrici mariangela bonfanti e lella carcereri, i giornalisti e scrittori stefano annibaletto, claudio baccarin, angelo baiocchi e cecilia tito.

perché non pensare oggi di riaprire i programmi regionali? si è visto che le tivù private non riescono a dare espressione al territorio; rai dovrebbe farlo, questo sarebbe un compito peculiare del servizio pubblico.

antonio bruni

agar – dal ciclo da eva a maria le donne della bibbia

 

lamento di agar

 

vento del deserto

il ventre hai sconvolto

carezza di vecchio

 

vento del deserto

vampa di gelosia

negli occhi di donna

 

vento del deserto

bruci la bocca

accendi vendetta

 

vento del deserto

cancelli la strada

il riflesso dell’acqua

 

vento del deserto

spegni il suo pianto

è dono innocente

 

vento del deserto

cessa il tuo canto

hai illuso la schiava

 

vento del deserto

lascia nel sonno

finire il respiro.

scarica il pdf a sx con poesia, testo biblico e quadro 

maddalena dal ciclo da eva a maria le donne della bibbia

maddalena in deserto 

nel cardo ritrovo

l’arido segno

tracciato dagli anni

che hanno rubato

il sorriso più chiaro

e scruto tra i rovi

un volto soffrire

tempia graffiata

la mano che guida

il mio giorno da sola

priva del corpo

vorrei danzare il pianto

di donna umiliata

donare alle spine

l’ultima traccia del filo

teso in perdono

amando il deserto.

maddalena    dal ciclo da eva-a_maria le donne della bibbia

http://www.antoniobruni.it/view.aspx?id=219

scarica il pdf a sx con il testo biblico e il commento di nonis