1965-66 sergio bonetti direttore dell`augustus
all`inizio dell`anno scolastico 1965-1966, dopo un anno di fecondo apprendistato con antonio bruni, fui eletto alla direzione del giornale. gli aspetti tipografici, prima dei computer, erano complicati e appassionanti. trasferendo la stampa dalla lontana via fonteiana a monteverde, a una tipografia a poche centinaia di metri da via gela decidemmo di cambiare il formato della pubblicazione rendendolo più grande e colorato. ogni nuovo numero era una sfida.
mi sembra importante ricordare che sotto la testata c`era scritto “organo della comunità degli studenti del liceo augusto”, cito a memoria, perché nel corso degli anni purtroppo le mie copie sono andate perdute.
eravamo un gruppo di redazione con funzioni e compiti diversi, pensavamo anche al finanziamento attraverso le inserzioni pubblicitarie e ricordo che se ne occupava il tosto sebastiano calella. l`inserzionista più importante era la camiceria litus e per capirne l`importanza basta guardare le nostre foto di quegli anni: noi ragazzi eravamo tutti in camicia. in quell`anno ottenemmo la disponibilità di un nostro spazio e questo ci permise di fare assemblee allargate a tutto il liceo.
erano anni in cui i giornali scolastici erano diffusi e costituivano esperienze di partecipazione importanti e, se pure vi erano indirizzi politici, non erano mai settari con indirizzo partitico. la nostra comunità oggi la definire politicamente moderata con predominanza della cultura che oggi definiremo cattolico-democratica. erano anni particolari in cui erano intervenuti molti elementi di cambiamento nel costume e nella cultura e, nonostante una famosa ricerca di quegli anni parlasse di giovani che pensavano solo alla carriera, erano già presenti tutti gli elementi che emergeranno negli ultimi anni `70 del secolo scorso.
il 14 febbraio del 1966, sul giornale di istituto del liceo parini di milano, allora l`emblema della buona borghesia meneghina, apparve l’inchiesta ‘la posizione della donna nella società italiana’ che provocò scandalo perché riportava anche riflessioni e giudizi sull’educazione sessuale e i rapporti prematrimoniali. ne scaturirono grottesche prese di posizione anche da parte della magistratura e tutta la stampa nazionale, con diversi approcci a seconda dei diversi orientamenti politici, ne parlò.
noi non potevamo non esserne coinvolti. partecipammo a incontri, dibattiti, interviste, ma voglio soprattutto ricordare che tra di noi si aprì una forte discussione. soprattutto isabella pierantoni, appoggiata da silvana silvestri, propose subito di realizzare un lavoro simile anche nel nostro liceo i cui risultati sarebbero stati pubblicati sul giornale. finì che non se ne fece nulla. isabella l`ho incontrata solo un`altra volta nei primi anni `80 e con simpatica ironia mi criticò ancora.
i contenuti di ogni numero venivano definiti nelle linee generali dalla redazione e inoltre di volta in volta accoglievamo i contributi che liberamente gli altri studenti ci inviavano. in particolare il giornale ospitava una rubrica fissa della coppia marco d`ottavio – mauro flori, che, precorrendo i tempi, esprimeva un umorismo intelligente e surreale che non si esauriva nel vezzo goliardico, ma ci rappresentava molto bene. ricordo che anagrammando il mio nome e cognome mi ribattezzarono borgio senetti.

