Posts by Daniele

pomeriggio di novembre

pomeriggio di novembre

 

stanchi edifici

restringono strada

che il giorno abbandona

 

è languore in folate

di neri corpuscoli

come pioggia negli occhi

 

si impastano foglie

e insidiano il passo

che in umido fugge

 

20170310 elettrolettera 218 donne volanti

anna teresa rossini interpreta donne volanti 

https://youtu.be/af0h6yod7se

logo

elettrolettera
una poesia e inviti culturali

10 marzo 2017 n° 218 anno xiii

www.antoniobruni.it

elaborata da wedot.net

donne volanti

 

planano chiome
ombre leggere
nel soffio di luna
si allargano in ali
sontuose di piume
disvelano i corpi
pudore di inganni
si sciolgono al canto
notturne illusioni

 

poesia interpretata da cicci rossini
https://youtu.be/af0h6yod7se

per la mostra donne volanti di lorenzo cicconi massi

lu-ve ore 10-18 (sa-do chiuso)

camera dei deputati

piazza montecitorio roma

domenica19 marzo ultimo giorno della mostra apertura straordinaria della camera

donne volanti

mostra fotografica di lorenzo cicconi massi agenza contrasto
http://www.lorenzocicconimassi.it/

 

 

 

dal 10 marzo ore 18 all`11 giugno casino dei principi a villa torlonia roma

 

la magia della luce

negli specchi di lorenzo ostuni

mostra a cura di alessandro orlandi

http://bit.ly/magiadellaluceroma lorenzostuni.blogspot.com

lorenzo ostuni: la porta di thanatos, specchio inciso

martedì 14 marzo ore 18 libreria feltrinelli

galleria alberto sordi roma

guido barlozzetti e andrea di consoli
presentano il romanzo di

franco matteucci

delitto con inganno-le indagini dell`ispettore santoni (newton compton ed.) gratuito

www.newtoncompton.com/autore/franco-matteucci

martedi 14 marzo roma

ore 15 pantheon anteprima (20` di spettacolo)

ore 19 sala odeion università la sapienza

accademia d`arte del dramma antico
le baccanti di euripide
regia di carlo boso
gratuito
www.facebook.com/fondazioneinda/

venerdì 17 marzo ore 18
libreria feltrinelli via canova 2 treviso

 

giuseppe goisis presenta il suo libro
dioniso e l`ebbrezza della modernità
(ed. mimesis-filosofie)
gratuito

 

http://www.lafeltrinelli.it/libri/giuseppe-goisis/dioniso-e-l-ebbrezza-modernita/9788857538280

fino al 19 marzo ore 21 do ore 18
teatro greco via leoncavallo roma

pamela villoresi, blas roca rey,
giancarlo ratti, nicoletta dalla corte in
cancun
di jordi galceran
regia di marco mattolini

pamela villoresi

dal 21 al 26 marzo ore 21 – dom. ore 19
teatro stanze segrete via della penitenza 3 roma trastevere

pier paola bucchi in
l`elogio del sussulto

di jean michel ribes
musiche dal vivo umberto vitiello,

scena di anna addamiano

regia claudia maitan de seta

pier paola bucchi

da aprile a giugno 2017
multimedia network via crati 15 romap

corso di recitazione applicata al

doppiaggio
diretto da vittoria febbi

 

dodici lezioni con sette allievi
previa audizione

 

info 0635453993- [email protected]

vittoria febbi è la voce di liv ullman, carmen maura, charlotte rampling e altre 70 attrici

se non si desidera ricevere questa lettera rispondere: cancella, unsubscribe
elettrolettera@antoniobruni.it
per segnalare gli eventi inviare un comunicato in word (non pdf) e una foto a [email protected]

www.papale-papale.it diretto da dante fasciolo pubblica ogni settimana una poesia di antoniobruni

37 lo zio

lo zio canto n.37 coro iv la calamita  video

fantasia di donna  matura: provocare da bambina un adulto. il testo è scabroso: per comprenderlo meglio si prega di ascoltare anche le presentazioni di bruni nei video di miranda martino e marta scelli

2010/04/16/ roma caffè freud lo zio 37 e presentazione marta scelli https://youtu.be/le6ozazdeu4 7`8″
2002/11/08/ romatempio di dioniso lo zio 37 caterina vertova https://youtu.be/oawhyolyscq 5`18
2017/04/23/ roma teatro belli lo zio n.37 e present. miranda martino/bruni https://youtu.be/a40dnbn96ik 10`05″

 

giocare esser zio e bambina

avevo dieci anni e cercavo

al buio nascosta compagna

mi prende la mano e la porta

                  

al pube suo appena fiorito

stentavo a capire e sentire

da allora è rimasto nel fondo

                  

giocare esser zio o bambina

nei ruoli scabrosi invertire

quel prudere ingenuo dei sensi

                  

da uomo che vuol stuzzicare

la piccola a rendersi attrice

mirandone esordio su scena

                  

da bimba innocente malizia

che accumula il gusto curioso

civetta invidiando gli adulti     

                  

ricorrono i gesti nel sogno

ripetersi scherzi  più intensi

a caso alla cieca sfregarsi  

                  

la bimba  si perde  incosciente

in corse e rincorse non pensa

a fini segreti ulteriori

                  

nell` uomo cosciente il disegno

procede  sul cucciolo in gabbia

di renderlo  in crescita schiavo

                  

la bimba poi cerca lo zio

di spalle gli prende le dita

le tira al suo ventre nel  gioco      

                  

la mano che è grande ricopre

quell`esile spazio fessura

si muove accarezza curiosa         

già sente qualcosa che vibra

da pelle che informe trasmette

un` onda che infuoca l`adulto

                  

potere di accendere un maschio ?

potere di dare emozione ?

si scalda superba la bimba

                  

pretende intuire i messaggi

di vita che è oscura esperienza

e come istintivo quel gesto

                  

procede galoppa nei segni

non getta disturbo ma attrae

solletica il lato curioso            

                  

l`adulto assapora di  bimba

quel fare padrona che apprende

a petali sfoglia quel corpo      

                  

strofina se stesso lo zio

mantiene mistero in calore

trattiene lussuria  vestito

                  

la bimba dispone del turno

comincia a girarsi e lo affronta

lo guarda si accosta alla bocca

                  

le labbra vuol umide e preme

non sa ancora aprirle in contatto

ma è lui che le schiude la lingua

                  

la bimba trascina  il rapporto

da sola intuisce le mosse

acerba si impasta di donna       

                  

il luogo si sposta da stanza

con mobili austeri arredata

da quei sotterfugi  in silenzio
 

al giorno in cui restano insieme

da soli ma senza timore

venire  sorpresi  interrotti      

                  

si smette di fingere in due

sovrani su d’un grande letto

il ruolo mi torna di entrambi

                  

però preferisco esser zio

che insegna maestro che guida

è lui che conosce la strada

                  

la bimba che è  ignara ed è bianca

lo accetta confusa ma grata

sensibile e ampliata lo assorbe     

                  

in luce si guardano  piena

svelando l`un l`altro emozione

stupore trovarsi spogliati     

                  

la bimba si mostra in avorio

nel ruolo di bambola  amata

sicura che l` uomo l’ambisca

                  

ignudo le appare quel maschio

la bimba lo accetta vorace

di averlo non sa bene come 

                  

scoprire il piacere ed aprirsi

disciolti da ambasce in ragione

la meta è raggiunta da entrambi

                  

da lei che precoce già gode

schiudendosi strada di donna

da lui che ha fruito per primo

                  

dolcezza bocciolo all` aprirsi

in me lo scabroso connubio

si sposa di entrambi i piaceri.  

copyright  www.antoniobruni.it

 

 

                                  

2003 teatro de`servi roma

 

 

2003/12/21/ roma teatro de`servi ti accorgi 81 angela baggi https://youtu.be/9u5ylhaxioe 5`18
2003/12/21/ roma teatro de`servi sedotto 64 carmela ricci https://youtu.be/7tlortcrnm0 6`18″
2003/12/21/ roma teatro de`servi il grembo 90 carolina zaccarini https://youtu.be/emwztcrjxq8 3`49
2003/12/21/ roma teatro de`servi cigno 47 caterina sylos labini https://youtu.be/aodcdslsl7o 7`25″
2003/12/21/ roma teatro de`servi cammello 02 elena pandolfi https://youtu.be/o891xtpdzgw 4`47
2003/12/21/ roma teatro de`servi flutto 76 erica blanc https://youtu.be/omkdvinjmb4 5`56
2003/12/21/ roma teatro de`servi perché non mi spoglio? 46 febbi vittoria https://youtu.be/mxfak5tl-do 5`11″
2003/12/21/ roma teatro de`servi viet nam 51 fioretta mari https://youtu.be/yz_eq5isrz0 5`31
2003/12/21/ roma teatro de`servi gemma 89 francesca gatto https://youtu.be/g045rbvwqlc 4`34
2003/12/21/ roma teatro de`servi catino 11 ileana ghione https://youtu.be/3r39j8mros0 4`39″
2003/12/21/ roma teatro de`servi l`acqua 60 leda palma https://youtu.be/3jnerhd7tnk 5`04
2003/12/21/ roma teatro de`servi alla pari 73 ludovica modugno https://youtu.be/5ykxmyfwxky 5`39
2003/12/21/ roma teatro de`servi dedidero io? 52 martine brochard https://youtu.be/wvkednjz1bu 4`38
2003/12/21/ roma teatro de`servi parigi 86 mita medici https://youtu.be/zs82c17era8 5`47
2003/12/21/ roma teatro de`servi le calze (teatro) 01 monica samassa https://youtu.be/fky_yxhljec 5`18
2003/12/21/ roma teatro de`servi la valvola 35 rossella gardini https://youtu.be/dptiqrelwfo 5`40″
2003/12/21/ roma teatro de`servi frenare 33 susanna forgione https://youtu.be/xbupe_whec0 4`57

60 l` acqua

l`acqua canto n.60 quinto coro: la cicatrice  video

leda palma interpreta        maratona al teatro de` servi roma 21 dicembre 2003  regia idalberto fei

l`amore paterno rievocato in un giorno di solitudine al mare

 

sull`isola intatta la storia

di questa scogliera deserta

vulcanica in strane figure

                  

che rocce segnalano al sole

calante in silenzio ventoso

convivono le ombre coi raggi

                  

avverto che il corpo si mischia

in unica sorte alle pietre

ai fondi del mare viventi

                   

da sola non sono all`aperto

immersa alla scena del mondo

divengo creatura corale

                  

passato e presente scomparsi

ho solo il futuro davanti

nel mio divenire in natura         

                   

il tempo mio interno mi dice

se andare tra i sassi o bagnarmi

la brezza sfidare o distesa

                  

attendere pelle riflessa

nel mentre esclusiva mi godo

lo stare e sentirmi elemento

                  

fissandomi di essere l`acqua

o sabbia o conchiglia o mollusco

e con privilegio mi osservo

                  

l`esterno sembiante e l`interno

contemplo le rughe e il mutare

di curve e volumi senza ansia

                  

le mani con forza maggiore

più ruvide e scure in lavoro

ma in linea innocenti le braccia  

          

uguali all’età di sviluppo

nuotando non ho più legami

vestiti e giudizi e rimpianti

 

il fisico nudo totale

assume una luce gioiosa

cangiante alle mosse e ai riflessi

                  

il ventre ancor teso in freschezza

un parto ma ignaro di orgasmo

ha solo accettato gli amplessi

                  

non sono diversa dai pesci

ma i pori son liberi e tesi

il seno scoperto più bianco

                  

rabbrivida e guizza vivace

ricordo procace in passato

compresso e negato agli attacchi  

                  

dell`esser guardata in materia

sentivo pesarmi in persona

ripasso e lo trovo ridotto      

                  

magari lo avessi fiorente

matura oggi accetto la forma

allora complesso di madre

                  

le coppe in volume e tensione  

ma scarse di latte a mio figlio

adesso sapendo che ho dato

                  

un tutto più forte del siero

capezzoli tornano fieri

ripenso all`infanzia felice

                  

regali paterni nascosti

in tasca frugarlo con foga

l`addome schiacciato sul suo    

          

premevo ad entrargli in torace

se fosse il suo ventre a crearmi

opposto alla madre scontrosa

                  

mio padre scomparso di colpo

nel mentre nel mestruo sbocciavo

mi torna nell`acqua compagno

 

il naso in contatto col suo

mediante le mani infantili

un unico olfatto di due

                  

sapeva accettare di sé

gli aspetti materni istintivi

nel darmi attenzioni in colori

                  

eterne vacanze col babbo     

assente il suo spirito in gioco

da quando è mancato un deserto     

                  

la vita mia a dodici chiusa   

marito un ragazzo immaturo

mi impose un aborto insensato

                  

mi vedo ora adulta e diversa

nel mare e insieme una bimba

dov`è la frattura del tempo

                  

saltato ma senza rimpianti?

un altro incidente ha segnato

un colpo alla testa e degenza

                  

a nuova innocenza mi ha resa

mio padre è tornato in un altro

compagno maturo e cortese             

immersa ora sono non  sola

figura radice è presente
più nuda riprendo a nuotare.


copyright  www.antoniobruni.it

 

 

plasmare il legno

vivere plasmando il legno

l’amore per il legno cominciò per caso: a metà degli anni sessanta un fulmine abbattè un albero di noce in una proprietà dei miei genitori in calabria. mia madre pensava di farne legna da ardere. mio cugino antonio corbo, architetto, mi suggerì di utilizzare l’essenza pregiata per una libreria. nel ’67, a ventuno anni, pensai un cosa agile, componibile e divisibile in modo da poter utilizzare al meglio le tavole che erano state segate corte e poco spesse per stagionarle in breve. nacque l`’idea delle scatole, in formati diversi  è con una costruzione a piramide senza viti. l’equilibrio statico è dato dal peso dei libri.  un vecchio artigiano le lavorò incastrandole a coda di rondine a mano, un’esecuzione oggi proibitiva. la libreria, dal nome coda di rondine (1968) funzionò, nonostante le perplessità della mia famiglia sull’assenza di connessioni e di agganci alla parete.  ci fu poi una sorpresa: la pianta era caduta in primavera, già in vegetazione e in lunazione. il legno di conseguenza  si tarlò con il terribile verme capricorno; imparai a eliminare l’infestazione con un lungo e paziente procedimento.

mi entusiasmai per questo lavoro insieme a mio padre che tagliò altri alberi  e li mise a stagionare. cominciò l’avventura di inventare mobili per la mia casa. studiai i maestri del campo, da rietveld a mies van der rohe, a gaudì a le corbusier, la bauhaus e la meravigliosa stagione del liberty.

nel ’78 la seconda libreria, poi un grande tavolo con lo scultore toni benetton che scolpì in ferro la base come rami d’ulivo intrecciati, un`opera d’arte. seguirono un armadio in quattordici elementi, un mobile scala e poi centinaia di pezzi componibili. ho realizzato finora librerie, tavoli, armadi, scale-armadio, letti, una cucina, pannelli decorativi, specchi e figure lignee: i serpesci, donne in burka, donne senza, annunciazione.

la produzione si è sviluppata da quando ho iniziato a lavorare con il maestro ebanista leonardo ciccarelli nel suo laboratorio di monsoreto di dinami in calabria. era il 1997 e ciccarelli non aveva ancora trent`anni.  progetto le opere, scelgo i legni dal taglio fino alla stagionatura, seguo tutte le lavorazioni eseguite dal maestro ebanista. 

ho iniziato a esporre in pubblico nel 2017 con colossea, poi i serpesci e colonnata (vedi pagine).

amo lavorare le essenze pregiate: noce, ulivo, olmo, ciliegio. sono essenze dure che richiedono esperienza e attrezzature professionali. nei progetti ripenso la visione tradizionale del mobile che deve essere morbido, caldo, accogliente, adattabile. l`opera si sviluppa dalla bellezza intrinseca della materia; le forme devono rispettare venature e colori, con linee moderne e radicate nel novecento. la composizione è in asimmetrie modulari, senza tradire l`uso e la fruibilità dell`oggetto che deve essere adattabile alla variabilità degli spazi e delle necessità. i profili sono tracciati a mano; ogni pezzo presenta una diversità. le giunture sono a incastro, prevalentemente senza colla. la lucidatura trasparente mantiene il colore naturale dell`essenza.

vedi la pagina: il lusso del massello

 

 

tempi di virginia zullo

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tempi di virginia zullo

in tempi di degrado urbano e non solo l’opera di antonio bruni ridona la speranza che roma possa ritrovare il suo rinascimento, ritornando a quello splendore che naturalmente l’appartiene, ai tempi di quel passato glorioso che la vide padrona del mondo con le sole armi della conoscenza e della bellezza. non invochiamo certo l’impero, ci mancherebbe altro, ma l’impero democratico della bellezza quello sì, perché solo l’arte, solo la cultura potrà salvare il mondo da ogni forma di barbarie e di degrado. il presidente del festival “un pensiero per roma” è l’artista antonio bruni che dal 20 al 27 ottobre presenterà alla galleria sordi la scultura- libreria “colossea”.

antonio bruni, racconta a tempi qual è il senso di questo festival d‘idee?
nel tempo della dispersione dei messaggi, dovuta all’abbondanza di mezzi di comunicazione, bisogna radunare idee e persone e concentrarle su obiettivi precisi. il festival d’idee “un pensiero per roma” più che offrire, chiede e raccoglie contributi di pensiero e di volontà.

come nasce questo festival e perché?
volevo che la mostra della mia scultura libreria colossea fosse collegata a un’azione collettiva. a cosa può servire una grande scaffalatura se non ad accogliere e mettere insieme pensieri, desideri, anche utopie (queste sono una molla del progresso) in maniera aperta e libera? il festival attorno a colossea, che ne diventa il simbolo e il luogo fisico e virtuale, è un appuntamento informale per mettere insieme e mostrare esperienze e proposte diverse. l’idea è nata spontaneamente parlandone tra amici. è stata fondata un’associazione onlus con tre scopi: abbellimento urbano, spazi per la cultura, valorizzazione di artisti. non abbiamo finanziamenti né pubblici né privati; le spese sono ridotte all’essenziale e le sostengono gli associati. l’organizzazione è solo volontariato. lo spazio, la prestigiosa e raffinata galleria alberto sordi, è stato messo a disposizione da sorgente group; un atto che ci ha consentito di cominciare. sono arrivati i primi riconoscimenti dell’iniziativa con il patrocinio gratuito di camera dei deputati, mibact, municipio roma i centro.

in cosa le piazze di roma potrebbero migliorare?
“sculture nelle piazze di roma contemporanea” è il tema di questa prima edizione del festival. la roma costruita dopo il 1930, attorno al patrimonio del centro storico, prevede poche piazze, oggi ridotte a rotatorie e parcheggi. bisogna dare alle piazze identità visiva e vivibilità come luogo d’incontro e di socializzazione. proponiamo quindi d’inserirvi una scultura moderna o classica, dai magazzini dei musei, creando attorno a essa uno spazio verde con una pedana e sedili fissi per consentire agli artisti di esibirsi e alle persone di sostare. riusciremo a cambiare il volto di qualche piazza? il festival vuol muovere proposte. la decisione spetterà poi a municipi e sovrintendenze.

qual è a suo parere il ruolo dell’arte nell’assetto urbanistico di una città?
l’arte è fondamentale per una città, al pari dei servizi e delle infrastrutture. non può essere chiamato “città” un agglomerato urbano che non presenti propri spunti di bellezza. non basta accontentarsi del patrimonio del passato, bisogna arricchirlo con elementi nuovi. si pensi al grande museo diffuso di arte contemporanea costituito dai duecento mosaici di artisti internazionali installati a spese di aziende private nelle stazioni della metropolitana romana e ai nuovi grandi dipinti murali (non gli sfregi dei teppisti) nei quartieri di periferia.

la sua opera è una grande libreria virtuale, dunque un invito non solo alla bellezza ma alla conoscenza?
la forma spirale, che ricorda il colosseo, simboleggia il sapere che avvolge la persona ma non rinchiude e non esclude. la creazione di una libreria, in un tempo in cui il libro sembra destinato a uscire dal mercato, è una sfida alla dispersione e alla superficialità. gli elementi che compongono l’istallazione sono tutti diseguali, come deve essere la pluralità delle espressioni. una biblioteca poi deve essere un luogo piacevole da frequentare, non polveroso e stantio.

la bellezza salverà il mondo?
la bellezza è un elemento fondamentale della spiritualità. la sua visione induce alla riflessione e alla meditazione. rispetto della persona e rispetto della bellezza sono due doveri morali fondamentali. chi commette stragi di persone commette anche stragi di bellezza.

di seguito la poesia colossea di antonio bruni

raccoglie in abbraccio spirale
complessi cammini di studio
intrecci notizie astrazioni
immagini suoni grafie
sviluppo simile al legno
venato silenzio colori
distingue rami pensiero
caduco conoscere tavole
offrendo conserva difende

leggi di più: antonio bruni e il suo pensiero per roma | tempi.it 
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esporre l`arte:esperti e artisti giovedì 26 ottobre 2017

 esporre l’arte: esperti e artisti – giovedi 26  ottobre ore 19  
foto in basso e a sx in galleria

federico fazzuoli , autore televisivo,  conduce

cosimo cinieri  interpreta colossea 

irma immacolata palazzo interpreta giacigli sul travertino

annabella calabrese, interpreta il velodromo dell’eur, la ciminiera di baldo degli ubaldi, lo stadio flaminio

poesie di antonio bruni

vitaliano tiberia – storico dell’arte – il monumento di tamburrini al largo bompiani

” e` necessario fare una grande campagna di restauri e/o puliture dei monumenti esistenti nelle piazze romane, che, soprattutto nelle zone fuori della cinta muraria, presentano non pochi segni di sofferenza e di abbandono ad asportazioni e ad atti vandalici di varia natura. contestualmente è auspicabile una riqualificazione del patrimonio arboreo e degli arredi (per esempio, le panchine distrutte da atti vandalici), nelle ville, nei parchi (quello della caffarella ne avrebbe tanto bisogno), nelle strade e nelle piazze, in cui dovrebbero emergere nuovi monumenti, considerando, per eseguirli, soprattutto bravi giovani artisti. purtroppo, il comune di roma, per vari motivi, in molte zone della città, non effettua più da anni la periodica, indispensabile, manutenzione del patrimonio arboreo con potature, ma si limita a prendere atto del degrado, intervenendo con tagli di alberi senza provvedere alla piantumazione di nuovi. in molte vie romane si vede il triste spettacolo di file di tronchi recisi (tristi scheletri della natura), che non sono stati sostituiti con nuovi alberi.in sintesi, arte e natura possono aprire una nuova ampia e serena pagina sul volto rinnovato di roma. in questo senso, la scultura colossea di antonio bruni dà alla discussione, che ci si augura proficua nei fatti, un contributo teoretico significativo: rivivere simbolicamente il colosseo attraverso la presenza del legno (il materiale delle librerie) lavorato dall`uomo, ambedue cari ad un`epoca, anzi ad un mondo, roma pagana, in cui ai contesti naturalistici ed alle sculture monumentali si attribuiva un significato religioso, quindi di alto valore sociale, così che gli uomini li vedevano come luoghi di vita, come un dono da rispettare e da vivere. facciamo innamorare i romani della loro città”.

a un pensiero per roma propongo: restaurare il monumento ai “valori futuribili della resistenza”, di giuseppe tamburrini, in largo bompiani (quartiere ardeatino).

la piazza è bella ed è qualificata storicamente e artisticamente da un bel monumento di rame, che definisco del ricordo e dell`insegnamento, che giuseppe tamburrini, una quarantina d`anni fa, volle dedicare “ai valori futuribili della resistenza” (siamo ad un centinaio di metri dal sacrario delle fosse ardeatine). purtroppo l`incuria delle varie amministrazioni comunali non ha saputo proteggere questo bel monumento e la sua didascalia su pannello separato, fatti reiteratamente oggetto di vandali di varia “ispirazione”; solo la buona volontà di alcuni cittadini e le mie segnalazioni a varie autorità (comune, mibac, presidenza della repubblica, comando generale dell`arma dei carabinieri….) ed alla vedova di tamburrini ha rallentato il processo di disgregazione di questo monumento e di abbandono dell`area verde in cui campeggia, anche se si potrebbe fare molto di più. 

dante fasciolo – giornalista – la pigna spazio spirituale per gli artisti

beatrice mastrorilli – storica dell’arte –
sculture create per le piazzele finalità del festival “un pensiero per roma” bene si sposano con i principi dell`arte pubblica nello spazio urbano, intesa come intervento artistico al di fuori di musei e gallerie, il cui valore intrinseco riguarda l`aspetto collettivo della fruibilità e del coinvolgimento emotivo ancorché fisico della popolazione civile partendo dal presupposto del miglioramento della qualità della vita dei cittadini stessi e della rigenerazione territoriale.

punto essenziale nella realizzazione di un progetto di arte urbana e di un “museo diffuso” è l`idea di inserire opere “site specific”, realizzate appositamente per quel luogo, che ad esso si leghino riferendosi al suo contesto ed alle preesistenze storiche, culturali, architettoniche che siano in grado di modificare la percezione dello spazio  senza arrecare disturbo né estetico né sociale. obiettivo raggiungibile grazie al coinvolgimento diretto delle comunità locali, degli artisti, dei progettisti e non ultime delle amministrazioni locali nella progettazione e nell’installazione delle opere stesse.

 

anna rosa mattei – scrittrice- i segreti delle piazze

immagino una città che possa e sappia manifestarsi ed esprimersi attraverso tutte le sue identità storiche, artistiche e antropologiche, in modo che passato e presente dialoghino senza prevaricazioni dell’uno sull`altro; una roma in cui non si abbattano alberi e non si distruggano giardini storici per fare scavi archeologici che poi vengono abbandonati a se stessi senza un progetto di riqualificazione e fruizione (il caso di piazza venezia, di via alessandrina e soprattutto di via dei fori imperiali); una roma non ingombrata e imbruttita, proprio nel suo cuore archeologico, da eterni cantieri per opere pubbliche mal concepite (vedi il caso della metro c a pochi metri dal colosseo). immagino una roma gratuita, che non preveda biglietti d’ingresso nelle aree vive e vissute, che appartenga a tutti coloro che la vivono quotidianamente: vale a dire, soprattutto ai suoi cittadini; ma anche a quelli che ne conoscono la meravigliosa storia e a quelli  che desiderano conoscerla, ai viaggiatori qualificati e non ai turisti massificati che la affollano e la imbrattano. immagino una roma che recuperi in pieno la sua meravigliosa qualità dell’aria, che conservi e accresca il suo eccellente patrimonio di verde pubblico: una città in cui si possa camminare con sommo piacere per svolgere le proprie attività guardandosi intorno, riconoscendo ogni giorno la bellezza inesauribile del suo archivio segreto di memorie storiche, artistiche e ambientali.

 

 

 

elettrolettera 240 nomi a memoria

elettrolettera 240 poesia nomi a memoria e inviti culturali – per riceverla (è gratuita) scrivere a [email protected]

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una poesia e inviti culturali

27 gennaio 2018 n°240 anno xiv

http//www.antoniobruni.it

elaborata da wedot.net

nomi a memoria

i nomi battono in storia
risuonano lunghe famiglie
marcati in elenchi crudeli
risaltano in pietre d`inciampo
orchestrano nella memoria
concerto di volti straziati
mestizia di voci recise
citarli diventadovere
è monito a scelte dell`uomo.

http://www.antoniobruni.it/view.aspx?id=666

pietra d`inciampo -portico di ottavia- roma
`

27 gennaio 2018 giorno della memoria
l`associazione nazionale partigiani cristiani presenta
nomi a memoria
di antonio bruni
poesia interpretata da federico pacifici
video girato al portico di ottavia – youtube

https://youtu.be/6wy3nxw5lne

versione inglese di rodolfo longo –
casa madre del mutilato di guerra –

piazza adriana 3, roma

federico pacifici

names to memorize
their names throb in history
solid families sound back
recorded in merciless lists
they stand out as stones in the way
arrayed in our memory
a display of torn faces
of grievous severed voices
it is our duty to mention them
a warning to man`s choices.

translation by rodolfo longo

http://www.antoniobruni.it/view.aspx?id=666

teatro brancaccino via mecenate 2 roma
sabato 27gennaio ore 20 e domenica 28 ore 18,45
giovanna mori in
la gallina, la guerra e io
di e regia giovanna mori

 

teatro l`aura vicolo di pietra papa roma marconi
sabato 27 ore 21 domenica 28 ore18
helene olivi borghese, michele carnevale, marco lupi e laura monaco in
che casino…la memoria
di laura monaco
regia di rossella serrato

 

 

biblioteca pasolini – viale caduti resistenza, 410 roma (spinaceto)
lunedì 12 febbraio ore 17
antonio bruni e marisa paolucci con l`autore presentano il romanzo di leandro lucchetti
bora scura

la saga del confine d`oriente.

trilogia (ed. robin&sons)

 

palazzo del campidoglio sala del carroccio
giovedì 1 febbraio ore 17
david riondino e maurizio fiorilla

presentano il libro di
dario pisano nel mezzo del cammin di nostra vita
dante petrarca boccaccio visti da vicino-

mimesis editore

 

teatro della cometa via del teatro di marcello roma
dal 2 al 18 febbraio
sandra collodel e bruno macallini
ti farò felice (le bonheur) di eric assous
regia di marco lucchesi

 

studio via raffaele caverni roma ottaviano
sabato 3 febbraio 2018 ore 15

poesia come vita

recitare dante
laboratorio teorico-pratico su la divina commedia
a cura di marta scelli
per ciascun incontro € 25,00 + iva max12 iscritti
info 333.7090779

 

teatro ambra jovinelli

via g.pepe 43 (metro a vittorio)
martedi 13 febbraio ore 17
marisa rodano, francesco rutelli, valter veltroni presentano il libro di

roberto morassut

le borgate e il dopoguerra a roma

 

associazione iter-per roma via nazionale 66 roma
venerdì 16 febbraio ore 20

le cene di iter-per roma
a cura di marco ravaglioli e simone ferrari

maria callas e roma
ospite d`onore franco onorati
autore del saggio “le stagioni romane della callas” (edilazio)

cena 35 euro

teatro roma via umbertide 3 roma appio
fino all`11 febbraio

antonio catania,nicolas vaporidis,

maurizio mattioli, gabriella silvestri in

l`operazione

scritto e diretto da stefano reali

fondazione marco besso

largo di torre argentina 11 roma
venerdì 16 febbraio ore 17
claudio strinati, nicoletta cardano, ennio bispuri presentano il libro di

enzo flammia storia dell`arte della cartapesta

(dino audino ed)

camec centro arte moderna e contemporanea

la spezia
fino al 29 aprile
mostra a cura di giosué allegrini e marzia ratti
poetry and pottery
un`inedita avventura fra ceramica e poesia visiva

valmore studio arte
contrà porta santa croce vicenza
dal 26 gennaio

dario perez flores
dinamiche cromatiche

opere dagli anni 70 a oggi
http://www.valmore.it

per segnalare gli eventi inviare un comunicato in word (non pdf) e una foto

info@antoniobruni.it

letizia e raffaele – sognando i serpesci

letizia e il tamburino  da  sognando i serpesci

 video interpretazione di (premere sul nome)  marta_scelli   ornella_cerro

letizia e il tamburino  da  sognando i serpesci

il nostro è un paese silenzioso; si sente solo il rumore del fiume, un rigo d’acqua che precipita in una fessura.

mi sembra di abitare sulla lama di un coltello tanto è stretto; dalla piazza scende solo una stradina lunga lunga, quella dove è casa mia e con questa termina il paese. da una parte c’è uno strapiombo; dall’altra una discesa ripida sulla strada provinciale.  in questa viuzza stretta passa a stento una macchina e solo nel senso della discesa. 

tutte casupole minime, costruite senza criterio. dei tre palazzetti signorili, uno solo è semi abitato.  non c’è quasi più nessuno. le case si riempiono solo ad agosto, quando tornano i villeggianti.

di giorno ascolto la radio, mi tiene compagnia mentre lavoro o sbrigo le faccende. ascolto le voci e penso alla faccia di chi parla. preferisco immaginarla a modo mio e mi invento uomini bellissimi: alti e forti quelli con la voce profonda, giovani e snelli quelli più simpatici, ma anche i grassoni e i vecchi pieni di grinze e quelli antipatici.

quando vedo la gente in televisione, rimango delusa; le facce sono finte, truccate. perciò la guardo poco, la sera. poi mi sembra che per radio le voci siano più belle, aggraziate, eleganti, distanti dal nostro dialetto che è rozzo e volgare.

faccio la sarta in casa ma non faccio vestiti; non me li ordina più nessuno; faccio gli orli alle giacche per una fabbrica di confezioni qui vicino. li vado a prendere e li riporto una volta alla settimana, in corriera, e così mi sposto, esco dal paese e vado nel centro più grande dov’è la fabbrica. non è una città, è un paesone brutto ma almeno lì c’è vita: botteghe, vetrine, caffè, giovani. faccio anche la spesa e guardo le persone che passano per strada. qui invece non si vede nessuno

c’è solo raffaele che rompe il silenzio e anche le scatole, e tanto!
e’ il figlio di una mia cugina, ha trent’anni ed è scemo dalla nascita.

e’ buono, non fa male a una mosca!

tutte le mattine sale sul tetto di casa sua, che è difronte alla mia, dall’altra parte del vicolo.  il tetto non è ripido e scende su un terrazzino, non c’è pericolo, si può stare tranquilli.

da una parte il tetto è fatto ancora di vecchie tegole mentre sull’altro lato dell’abbaino la copertura è nuova , di una materiale che non so, sembra metallo.

raffele ha due mazze di tamburo e una di grancassa; erano del nonno che suonava nella banda del paese, quando era popolato. adesso, anche se mettete tutti gli abitanti insieme, non basterebbero a fare una banda. 

i tamburi e la grancassa non ci sono più! sono rimaste solo le mazze.

 

raffaele vorrebbe suonare come suo nonno, fare il tamburino, ma non ha gli strumenti né la banda.

e allora sale sul tetto e batte sulle tegole e così si esibisce di fronte al mondo!

 

ha scoperto che in punti diversi il suono cambia; sulle tegole nuove è metallico, su quelle vecchie è più sordo, ma non è sempre lo stesso, dipende da cosa c’è sotto.

 allunga le braccia per battere in più punti come se avesse davanti uno strumento enorme (come si chiama quello che si vede in tivù? xilogra…? xilofano?)

 

con la voce intona marce militari e si accompagna con questo grande tamburo, batte il tempo. tun turutun tun turutun, tunturun tun tun  

si sgola, suda, si affatica ma non la smette mai.

quando si sente in forma è capace di andare avanti anche per due o tre ore.

solo quando piove smette perché il suono sul bagnato non esce.

quando termina è sfinito ma felice e mi chiede sempre: letizia ti è piaciuto il mio concerto?

qualche volta mi diverte e mi fa tenerezza, ma spesso non lo sopporto.

l’altra mattina avevo dormito male e mi sono svegliata con un mal di testa che non è andato via nemmeno con due caffè. mi faceva male anche la pancia.

 

raffaele ha cominciato a pestare le tegole come una furia e più il rumore aumentava, più rideva.

 

ho retto, ho retto ma poi ho aperto la finestra e gli ho gridato:

“raffaele smettila! mi sento male, ho la testa che scoppia, non ce la faccio più a sentirti!”

 

lui si è fermato e sembrava sorpreso, poi mi ha detto:

 

“oh letizia e tu parli?    e che devo dire io che devo battere tutti i giorni per ore e ore ed ho le orecchie rotte e le braccia che mi fanno male?”