Galleria Alberto Sordi Roma

COLONNATA, opera unica, è la seconda scultura libreria delle serie PENSANDO A ROMA.
Offre un abbraccio del sapere con il calore del legno. È un luogo spirituale oltre che un contenitore di volumi. 
L’opera si ispira al Colonnato di Bernini, che indica l’abbraccio universale della Chiesa all’umanità.

Le colonne lignee di COLONNATA rappresentano la conoscenza. Sono autonome e diseguali ma connesse tra loro: la cultura è un’architettura modulare con diversità di apporti, fondamento della civiltà. Una cupola segna il centro visivo dell’istallazione e il punto di riflessione.

La scultura esprime una valenza mistica senza presentare segni confessionali. La piccola cupola è un simbolo di rapporto tra terra e cielo, condiviso da civiltà e religioni.

Elaborazione grafica di Sergio De Bernardo,Marco Rufo

Sessantadue elementi scaffali compongono nove colonne disposte in tre quarti di cerchio e collegate da mensole. Tutto il materiale è ciliegio massello. I pezzi sono indipendenti, smontabili e di misure differenti. I profili sono tracciati a mano; le giunture a incastro di spine. La lucidatura trasparente mantiene il colore naturale. L’istallazione occupa uno spazio di cm.610 x 500. L’altezza massima è di cm.322,5.
Il taglio e la lavorazione del legno sono stati eseguiti dal maestro ebanista Leonardo Ciccarelli nel suo laboratorio di Monsoreto di Dinami in Calabria.

COLONNATA è stata esposta (maggio 2019) nella Galleria Alberto Sordi, nel cuore di Roma, come simbolo del secondo Festival di idee “PensieroXRoma”, sul tema Meditazione urbana.

Curatori della mostra Roberto Dottorini e Giovanna Tarasco. Presentata da Rosanna Vaudetti. Hanno collaborato all’allestimento gli studenti del Liceo Artistico Di Ripetta.

L’allestimento con gli studenti dell’Artistico Di Ripetta

L’abbraccio di Colonnata
Allarga lo sguardo in promessa
sicura nel suo orizzonte
fondata su storia profonda
è casa di scienza e d’idee
raccoglie pareri distanti
attende che il tempo avvicini
frementi discordie ideali
rivali poteri e contrasti
li fa scolorire in progresso
conserva nei libri l’essenza
tramanda sofferte ricerche
registra l’umano cammino
è ampio il suo abbraccio e avvolge
non placa il fuoco interiore
ma invita alla meditazione
ispira all’anima il volo.

Colonnata particolare

Durante la mostra, i visitatori hanno sostato per un momento di meditazione nello spazio della struttura e hanno lasciato un centinaio di commenti. PDF

Ventisette autori (scrittori, musicisti, artisti, politici, scienziati) hanno presentato pensieri e versi originali: Sabrina Alfonsi, Ansoino Andreassi, Carla Barozzi, Leopoldo Bon, Nicola Bruni, Paolo Bruni, Emanuela Capozzi, Valentina Grippo, Giuseppe Elio Ligotti, Leandro Lucchetti, Valeria Malerba, Anna Manna, Giuseppe Marchetti Tricamo, Ivana Monti, Roberto Morassut, Corrado Morgia, Irma Immacolata Palazzo, Marina Pizzi, Sandro Ranellucci, Franco Roselli, Vitaliano Tiberia, Rosanna Vaudetti, Angelo Zito. 
Gli interventi sono stati interpretati dagli attori: Loredana Martinez, Ornella Cerro, Antonio Marziantonio, Carmela Ricci, Marta Scelli.  La soprano Danielle Scriva ha cantato a cappella le serenate di Schubert. Malerba e Casali hanno eseguito il Tango Meditativo nello spazio della scultura. PDF.

“Il calore del legno, elaborato con la grazia dell’ispirazione, invita a una riflessione profonda.” 
Rosanna Vaudetti, presentatrice e madrina dell’inaugurazione.

Seconda di una suggestiva e originalissima quadrilogia estetica, Colonnata, di Antonio Bruni, fa balenare una dimensione meditativa sull’essere all’interno della città, in cui trova posto, declinata in forme di architettura lignea aperta, la dignità della persona libera di capire e creare senza coartazioni esistenzialistiche, derive spiritualistiche, ottimismi senza realistica misura. Colonnata, per ammissione dello stesso Bruni, è “metafora dell’invito universale del sapere”, rivolta soprattutto (merito grande!) ai giovani, cui suggerisce un pensiero artistico (come fonte di verità bella), concreto e autenticamente conoscitivo della città. Le colonne ispiratrici del colonnato berniniano in piazza San Pietro, che sono sculture ideali e non architetture, divengono agli occhi di Bruni elementi di un codice espressivo che costruisce un abbraccio ideale rivolto al mondo intero, generatore e fruitore a un tempo, di tante civiltà .
Colonnata, dunqueculminante in una struttura cupolare, dal valore di sintesi spaziale, architettonica, etica, fa balenare una suggestiva dimensione di libertà intellettuale, in cui i tradizionali valori filosofici dell’essere e del divenire si universalizzano nella bellezza della conoscenza. La ricezione di questo messaggio avviene, come in Colossea, attraverso il veicolo materico del legno, che, evocando il modulo colonnare berniniano, ne sopravanza la lapidea solennità, traducendone il significato in termini semplificatori e intimistici. Perché la scultura, ricorda Bruni, è spettacolarmente lapidea e ponderosa, ma è anche leggera e amichevole quando è fatta di legno.
Vitaliano Tiberia

Colonne solide, dalla terra al cielo, unite ma slegate nell’asse spazio-tempo. Trama sociale di individui connessi, come impulso di unione e libertà. Finestre aperte a sensazioni aeree, i pensieri entrano ed escono, passano attraverso nascono e volano lontano, come il vento tra i rami, rami di ciliegio che ora, levigati ed assemblati, si ergono sapienti ed allineati, ospitando nell’accogliente e rispettoso abbraccio, la fugace intimità con l’Altro e le sue meditazioni, tra dentro e fuori, onde quantiche danzanti, avvolte ma senza costrizioni.
Valeria Malerba

L’itinerario dello “straniamento” appare basilare nelle produzioni di Antonio Bruni.
Intraprendiamo una verifica sintetica all’interno di come proceda Antonio Bruni in “Colonnata” e in base a quali modalità  renda “sorprendenti” le entità  da cui è  circondato.  Procedendo in un mutamento sostanziale del rapporto tra significante e significato, tra segno e concetto, da cui è determinato il suo linguaggio.
All’interno del suddetto itinerario risulta definita la sua costruzione poetica.
Tre sono i passaggi  riconoscibili nella metodologia che pone in atto.
Nel corso della prima fase, in un’unica sintesi concettuale, un processo di straniamento  determina una discretizzazione e una scarnificazione a partire dalla massima complessità concettuale del monumento del colonnato di S. Pietro cui si riferisce,  fino a ricondurla ad una riduzione estrema in  termini meramente planimetrici, tipologici, geometrici, cui riconduce l’identità del colonnato del monumento basilicale.  L’estrema stratificazione segnica determina l’individuazione del monumento: Nella suddetta prima fase Antonio Bruni procede in un drastico straniamento  secondo  una consapevole riduzione ad uno  stereotipo tipologico.
Nel corso della seconda fase il procedimento prevede che si riconduca la complessità concettuale della  fisionomia del segno “elemento di design”: passante per riferimenti possibili quali: incastro, tornitura,  martello, mazzuolo, tenaglie, succhiello, scalpello, sgorbia, squadra, accetta, pialletto, punteruolo…design in legno,moderno,gaudì, surrealismo, ico parisi,librerie, scaffali, mensole, cassettiere, consolle, sgabelli, sedie, poltrone, divani …passando per la discretizzazione, l’Autore la riconduce ad un carattere tipologico elementare, riconoscibile nella qualità  materica del legno, alla raffinatezza  della lavorazione, alla tipologia del termine d’arredo domestico.
Le due fasi precedenti, cui viene attribuita la riduzione delle complessità segnica e semantica di ciascuno dei due ambiti ricevono nella terza un definitivo processo di straniamento in virtù della sovrapposizione e  dell’identificazione dei due codici di lettura.
Il procedimento di Antonio Bruni trova conferma nella trasmissione dell’impressione dell’oggetto, in quanto  “visione”, in chiave artistico/poetica, e per l’appunto  non in quanto  “riconoscimento”.  Il procedimento adottato coincidendo con uno “straniamento ” che passa per  lo spiazzamento dello spettatore,  per la modifica della durata dei tempi di percezione, per  l’ enigma  della modalità percettiva, per l’accrescimento del livello d’impronta semantica.
Sandro Ranellucci  architetto e docente di restauro

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