UnoMattina
Indice
Segreto del kiwi
Gravidanza di albicocca
Asocialità del fico
Colori dell’arancia
Richiamo della fragola
Acrobazie delle ciliegie
Augurio del melone
Maturità della pesca
Omaggio al Re Limone
Mani banane
Suoni dell’ananas
Solfeggio della susina
Mitezza della pera
Invito dell’anguria
Abbraccio dell’uva
Intensità del mirtillo
Missioni della mela
Segreto del kiwi

le poesie di UnoMattina – Procacità della frutta

Il segreto del kiwi

La buccia è pellicola bruna
che ruvida il morso sgradisce
poliedrico fiore racchiude
che esige mostrarsi con arte
da come si taglia è variante
dei semi si accende ornamento
mosaico di umori e di aromi
dipinti in percorsi sottili
vitali essenziali potenti

Gravidanza di albicocca

La pelle mia pallida e acerba
si abbronza al sole d’estate
dal giallo scurisce al rosato
divento una donna in rigoglio
mi apro in due parti gemelle
un figlio svelando nel seme
il nòcciolo lindo e brunetto
ripete il colore del ramo
conferma la nascita a oriente
Asocialità del fico

Lasciatemi libero e solo
detesto i chimici imbrogli
sviluppo improvviso in anfratti
riparo dal caldo con foglie
usate a velare i pudori
nascondo il colore del frutto
esigo sia colto maturo
ma fuori stagione irritante
con lattice bianco respingo

I colori dell’arancia
Dai candidi fiori nuziali
mi vesto di verde in acerbo
poi pallido giallo mi impolpo
nel biondo normanno e tarocco
che in spicchi si dona alla gola
nel rosso sanguigno e ristretto
che in succo sferzante si beve
dei toni più accesi mi tingo
esprimo fiammata del sole

Richiamo della fragola
E’ un piccolo bacio scarlatto
nascosta vezzosa in cespugli
primeggia in sapore nel bosco
esige la corte di amante
per farsi gustare matura
sprizzando colore di gola
selvatica è senza rivali
minuta concentra profumo
disdegna contorno nei piatti

Acrobazie delle ciliegie
Gemelle in coppia ed in trio
purpuree figlie di giugno
danziamo su fili e su anelli
sospese tra rami e tra foglie
arditi trapezi del circo
con salti e capriole attiriamo
gli sguardi e le gole in attesa
venite a prenderci al volo
nessuno si sazia di noi

Augurio del melone

Si sente lontano il profumo
invade gli ambienti e le cose
risuona di calda stagione

gigante non si alza dal suolo
soddisfa il più forte appetitola scorza graffita nasconde

polposi e amabili umori
abbonda di semi in speranza
progenie colore del sole
Maturità della pesca

Un brivido provoco al tatto
difendo la polpa mia acerba
ambisco arrivare a pienezza
di succhi che allietano gola

ardita ed intensa di tinte
assommo intera l’estate
coi fiori saluto l’inverno
matura profumo l’autunno
seconda nel mondo alla mela
Omaggio al re limone

Sei segno di caldo e di umori
festoso nei quadri e in giardini
colore riassume la luce

sapore ha l’essenza del lampo
protetto da rami insidiosi
più intenso di tutti gli agrumi

sorpassi stagioni e nazioni
fortifichi muscoli e vene
salvezza di notti indigeste
Le mani banane

E’ pioggia di dita che sale
giganti ghermiscono il caldo
abbraccio che parte dal fiore
violaceo segnale di dono
che in grappoli forma capanna
di un verde che presto tramuta
nell’oro tigrato e maturo
un morbido cono dischiude
sollievo a chi soffre calura

L’invito dell’anguria
Mangiarla richiama una festa
ballare con ritmi e canzoni
cantare sudare sfrenarsi
richiede scurirsi di pelle
per reggere tinte splendenti
il verde tigrato che sfida
il rosso che invade la gola
il bianco che il morso arresta
il nero che in seme è promessa

I suoni dell’ananas
Festante trofeo in foreste
la pigna panciuta e polposa
matura in manciata di mesi
conserva i colori del caldo
perpetua pienezza di pianta
troneggia tagliata su tavola
corteccia è contorno col ciuffo
abbonda spremuta in bevanda
profumo pervade profondo

Solfeggio della susina

S’appiglia nei rami alle foglie
al forte soleggio scurisce
sorride al mercato nel cesto
somiglia in colori distinti
ad altre diverse sorelle
resiste a spogliarsi di buccia
sussurra sapori in contrasto
assomma l’acidulo e il dolce
disseta con l’oro di goccia
L’abbraccio dell’uva
Per tutta la vita io avvinghio
da quando arrampico tralci
in pampini cingo i filari
sul raspo mi affollo grondante
poi sbordo da tavole e cesti
è arte l’avvolgersi mio
su statue inferriate pitture
fintanto tramuto nel vino
allegra le menti avviluppo

Intensità del mirtillo

Modesto mi celo ai passanti
su stretti sentieri nei boschi
occhieggio da bassi cespugli
protetto da saggi castagni
precedo caduta dei ricci
la mano leggera mi coglie
con piccoli e tanti fratelli
la bocca paziente mi gusta
la tingo di un nero ammaliante
Mitezza della pera
Bisaccia pendente dal cielo
mi allungo a donare il mio peso
in basso rigonfio la polpa
racchiudo nel ventre più ampio
la stella dei dispari semi
indosso i colori del bosco
su buccia modesta e tranquilla
richiamo le miti creature
confido sapore di pace

Missioni della mela
La Bibbia mi ha dato il destino
di essere usata in giudizio
tentare sedurre sfidare
il simbolo mio controverso
ricorre in umane vicende
eppure son tonda e tranquilla
in tutte le tinte nutriente
non faccio mai male a nessuno
il medico mando in cantina

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