AUGUSTUS giornale studentesco

Cominciai a fare il giornalista dirigendo per tre anni la rivista studentesca del mio liceo, AUGUSTUS, una testata molto attiva tra il 1954 e il 1976, poi, con fasi alterne, fino al 2019.
Nell’ottobre 1962 (Primo liceo, terzo anno, sez. D) la precedente redazione, guidata da Giorgio Cazzella si era quasi totalmente maturata. Formammo un gruppo di volenterosi per dare vita a una nuova redazione che poi divenne corposa e con i ricambi arrivò fin dopo il 1968. Per tre anni mi fu affidata la direzione, fino alla maturità nel 1965.       

Pubblicavamo in un anno scolastico cinque o sei numeri di una rivista formato quaderno di 24/32 pagine. Non ricevevamo fondi dall’istituto. La tiratura era di 1000 copie: tra abbonamenti e vendite dirette a studenti e professori, a famigliari e in altre scuole vicine, ne distribuivamo circa 800. Il bilancio, totalmente autonomo e attivo, veniva integrato dalle inserzioni pubblicitarie e dai ricavati di gite e feste. Avevamo autonomia anche nei contenuti, con qualche ovvia autolimitazione, altrimenti il preside non ci avrebbe dato il permesso di venderlo nelle classi durante le lezioni.

Fu un’esperienza coinvolgente di autoeducazione e autogestione; un modo di stare insieme intorno a un progetto. All’interno della scuola c’era un clima pacifico e cordiale e tra i millecinquecento studenti ci conoscevamo tutti.  All’epoca ci era concesso poco: le feste da ballo nel salotto di casa per un compleanno; qualche gita domenicale; passeggiate pomeridiane; qualche raro spettacolo studentesco, il tutto entro le ore 21. Non esistevano discoteche. Pochi potevano permettersi la pratica di uno sport. Il nostro mondo e le amicizie erano racchiusi nel liceo.

Pubblico in questo sito la collezione dell’AUGUSTUS, quasi completa dal 1954 (mancano i primi numeri) al 2019 (gli ultimi anni sono sporadici e la stampa fu sostituita dall’elettronica). Ho scritto una piccola storia anno per anno. Scorrendo pagine del giornale si può leggere come le generazioni e il rapporto con la società siano cambiati.  Un piccolo pezzo di storia minore italiana.

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